MOAS FESTEGGIA IL SUO SESTO COMPLEANNO

Il 25 agosto MOAS festeggerà il suo sesto compleanno e, in occasione di questa ricorrenza, ripercorriamo le attività realizzate o in corso nel Mediterraneo, in Bangladesh, in Yemen e a Malta.

Nato nel 2014, in risposta al fenomeno migratorio nel Mediterraneo, MOAS si è contraddistinto fin da subito per essere una organizzazione umanitaria di rapido intervento. MOAS ha dimostrato di sapersi adattare rapidamente e utilizzare le proprie risorse ed esperienze per rispondere con prontezza alle crisi umanitarie più urgenti nel mondo. Prima come organizzazione di Ricerca e Soccorso (SAR) nel Mediterraneo e nel Mar Egeo salvando e assistendo più di 40,000 persone, con molte delle quali siamo ancora oggi in contatto. Poi in risposta all’aumento di rifugiati in fuga dal Myanmar verso il Bangladesh nel 2017, in sostegno alle comunità che affrontano fame e malattie in Yemen o, più recentemente, in occasione della pandemia di COVID-19 che ha fortemente colpito le comunità di persone migranti.

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MOMENTI  DAL MEDITERRANEO

Una storia di speranza che ci torna in mente è quella di una giovane coppia nigeriana, Locky e Mary, che era stata separata su due diverse imbarcazioni dai trafficanti in Libia ma che, nonostante tutto, dopo ore di apprensione, ha potuto ricongiungersi a bordo della nave SAR.

“Quando non c’era speranza, lui c’era”- Mary

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Nonostante il lieto fine, questa giovane coppia non avrebbe mai dovuto affrontare un viaggio così pericoloso per raggiungere la salvezza. Toccare con mano storie come questa nel corso degli anni ha rafforzato la necessità di implementare #VieSicureELegali in modo che persone come Mary e Locky non debbano affidarsi ai trafficanti e affrontare tante paure e pericoli nella loro ricerca di una vita migliore.

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MOAS IN BANGLADESH 

Nel 2017 MOAS ha sentito il dovere di intervenire nell’esodo dei rifugiati Rohingya arrivati in Bangladesh in seguito alle persecuzioni subite in Myanmar. Per questo, a settembre dello stesso anno, abbiamo inviato due spedizioni di aiuti nella regione con generi alimentari di prima necessità e istituito due Aid Stations per assistenza medica nei campi di Shamlapur e Unchiprang, nella regione di Cox’s Bazar, nei quali abbiamo visitato oltre 90.000 rifugiati Rohingya e membri della comunità ospitante nei due anni successivi.

La presenza di MOAS in Bangladesh oggi è consolidata e dal 2019 ci stiamo concentrando sulla formazione di volontari tra rifugiati Rohingya e la comunità locale con i corsi per la sicurezza in acqua e per le alluvioni, per fare in modo che le persone siano ben preparate ad affrontare i pericoli della stagione dei monsoni e i crescenti casi di annegamenti nei campi.

In risposta al Covid-19, dalla fine di marzo di quest’anno MOAS ha avviato la produzione di mascherine ecologiche riutilizzabili da distribuire ai gruppi più vulnerabili presenti nella regione. Per fare questo abbiamo riconvertito il nostro workshop e prodotto e distribuito più di 310,000 mascherine! Questa produzione non solo aiuta a proteggere dalla diffusione del virus, visto l’affollamento nei campi e la carenza di servizi sanitari, ma offre anche mezzi di sostentamento ai membri della comunità che si trovano in difficoltà economiche durante la pandemia.

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MOMENTI DAL BANGLADESH

Un momento significativo delle nostre operazioni in Bangladesh negli ultimi tre anni è stato la nascita del figlio di una giovane coppia Rohingya nella Aid station di Shamlapur. Il bambino, Mohammed Yousuf, era il primo bambino della coppia e la sua nascita ha richiamato quella di sua madre, nata anche lei in Bangladesh in un campo rifugiati. È stato un momento speciale per il team MOAS, anche se ci auguriamo che vengano trovate soluzioni durature alla crisi umanitaria dei Rohingya prima di dover assistere a nascite di terze generazioni di bambini nei campi, visto che crescere in tali circostanze comporta una serie di problemi e restrizioni.

MOAS IN YEMEN

All’inizio dello scorso anno MOAS ha esteso le sue operazioni in Yemen, Paese che sta affrontando quella che è stata definita la peggior crisi umanitaria al mondo, con più dell’80% della popolazione che necessita di assistenza umanitaria. Da allora abbiamo spedito ad Aden diversi carichi di cibo e farmaci che sono stati distribuiti dal nostro partner locale ADRA.

Le nostre spedizioni di aiuti hanno fornito supporto nutrizionale essenziale a bambini a serio rischio o che già soffrono di grave malnutrizione. Siamo sempre felici quando sentiamo le storie di piccolini che guariscono rapidamente grazie al sostegno degli integratori Edesia che inviamo a chi ne ha bisogno.

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La piccola Nabata, per esempio, di due anni, la cui famiglia non aveva abbastanza mezzi per aiutarla a mantenere un peso normale e senza accesso a una nutrizione regolare, come molti bambini della sua età, era diventata molto debole e non mostrava interesse a giocare. Nabata è stata identificata come soggetto ad alto rischio di malnutrizione acuta ed è stata immediatamente curata, con due bustine di prodotti nutrizionali al giorno donati da MOAS. Grazie ai trattamenti che ha ricevuto, in un solo mese, Nabata ha acquistato peso ed è già tornata la giocherellona che era!

Le storie come quella di Nabata ci ricordano quanto oggi i decessi per malnutrizione siano evitabili e come bastino pochi mesi di aiuti nutrizionali per fare la differenza tra la vita e la morte per tantissimi bambini in Yemen. Sono queste le storie che ci incoraggiano a continuare a lavorare – nonostante le difficoltà –  per assistere le comunità più vulnerabili del mondo.

MOAS A MALTA

Malta è sempre stato un Paese chiave nel dibattito europeo sulle migrazioni, vista la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo, una delle rotte migratorie più pericolose del mondo.

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Nel 2019 abbiamo cominciato ad organizzare visite in ospedale ai migranti evacuati dalle imbarcazioni di Ricerca e Soccorso per fornire loro assistenza emergenziale, portando beni essenziali, informazioni e offrendo sostegno sociale ed emotivo a chi arriva sull’isola e deve ancora affrontare l’iter per la richiesta di asilo. Abbiamo anche spedito aiuti umanitari all’imbarcazione SAR Alan Kurdi e, più di recente, in risposta al COVID-19, abbiamo lanciato un progetto per la produzione di mascherine ecologiche e riutilizzabili: un gruppo di volontari ha realizzato mascherine destinate a gruppi vulnerabili, come rifugiati e richiedenti asilo, così come i senzatetto e le famiglie maltesi più bisognose. MOAS ha anche fornito 40 tablet e modem con connessione Internet ad altrettante famiglie migranti che non avevano accesso alle attrezzature per la didattica a distanza, in modo che gli studenti più vulnerabili potessero proseguire la loro istruzione durante questi tempi incerti e difficili.

“La diffusione della pandemia di Covid19 ha generato una situazione difficile per molte famiglie nel mondo. Il mio pensiero va a tutte le persone che abbiamo assistito e al nostro team che continua a lavorare incessantemente lontano dai propri familiari. La solidarietà non è in lockdown: è stato dimostrato da tutto ciò che abbiamo fatto durante questa pandemia” – Regina Catrambone, Co-fondatrice e Direttrice MOAS

Mentre celebriamo il sesto compleanno di MOAS, siamo orgogliosi della rapida risposta che siamo riusciti a dare ad alcune delle crisi umanitarie più difficili degli ultimi anni e ci sentiamo motivati a continuare incessantemente il nostro lavoro per fornire assistenza laddove sia necessaria. Vogliamo anche cogliere l’occasione per ringraziare tutti i nostri donatori e sostenitori perché senza la loro passione e dedizione nei confronti della nostra mission non saremmo in grado di proseguire il lavoro vitale che svolgiamo.

#teniamoaccesalasperanza #humanityinaction

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