RISPOSTA AL COVID-19

Durante l’epidemia di Covid-19, MOAS ha reindirizzato le nostre risorse e la nostra programmazione per far fronte alle sfide poste dalla pandemia. Abbiamo sospeso la programmazione non essenziale e lanciato diverse missioni umanitarie in risposta al Covid-19.

 

VOLUNTEER COLLAGE WM

In Bangladesh e Malta, ci siamo concentrati sulla produzione di mascherine in cotone riutilizzabili per aiutare a fermare la diffusione del virus nei campi profughi affollati e nei centri di accoglienza.

Bangladesh 

Nel 2020 Moas ha continuato a supportare i rifugiati Rohingya e la popolazione locale nella regione di Cox’s Bazar, in Bangledesh. In risposta alla pandemia di Covid-19 abbiamo lanciato una nuova iniziativa umanitaria, il Mask Making Project, per ridurre la diffusione del virus nei campi sovraffollati dei rifugiati e tra la popolazione bengalese.

La situazione nei campi profughi sovraffollati e nei villaggi, infatti, non consentiva il distanziamento sociale, mentre l’accesso a dispositivi di igiene era spesso difficile, per cui l’unico modo per contrastare la diffusione del virus erano le mascherine.

Nel villaggio di pescatori di Shamlapur, dopo la temporanea sospensione del training per la sicurezza in acqua, MOAS ha riconvertito il suo workshop, che era stato originariamente creato per la produzione di piccoli equipaggiamenti per il salvataggio, in area destinata alla produzione di mascherine di cotone riutilizzabili. In assenza di specifiche maschere chirurgiche e N95, esse costituivano l’unica alternativa per prevenire la diffusione di ulteriori malattie.

Il prototipo sviluppato da MOAS per questo progetto, approvato dal dirigente sanitario di Cox’s Bazar, è stato supportato dall’OIM e adottato da numerosi partner, ed è stato utilizzato da tutti i soggetti coinvolti. Tutte le mascherine realizzate erano lavabili e riutilizzabili, quindi prive di impatto sull’ambiente – e riciclabili.

Questo progetto ha rappresentato anche un modo per offrire sostentamento alle comunità locali, in quanto tutti i sarti che hanno lavorato al progetto hanno ricevuto uno stipendio settimanale per far fronte alle spese e garantire la sopravvivenza in condizioni dignitose.
MOAS ha coinvolto un team di 362 (115 uomini e 257 donne) sarti del luogo che hanno lavorato sia nel centro di produzione che da casa per rendere il progetto ancora più accessibile.

Tutti i materiali necessari per la produzione delle mascherine sono stati forniti da aziende locali per supportare ulteriormente la comunità ospitante durante questo difficile periodo.

In totale MOAS ha prodotto 883,514 mascherine, che sono state distribuite a Polizia, Protezione Civile, Vigili del fuoco e CPP, alla popolazione locale e ai rifugiati Rohingya.

La consegna è stata coordinata dall’OIM e dagli amministratori locali i quali hanno fornito anche opuscoli informativi sulle misure igieniche di base e su come utilizzare e disinfettare efficacemente le mascherine.

Malta  

Il primo progetto lanciato nel 2020 a Malta in risposta alla pandemia di COVID-19 è stata l’iniziativa #MOASMasksMalta, per la quale abbiamo invitato sarti e sarte locali – e ogni volontario intenzionato ad aiutarci – a produrre mascherine artigianali destinate ai gruppi più vulnerabili che vivono sull’isola.

Siamo rimasti stupefatti dalla straordinaria risposta a questo progetto e siamo davvero grati per l’enorme generosità di tutti coloro i quali ci hanno contattato per offrire il loro tempo e sostegno. Nella prima fase del Progetto abbiamo raccolto un totale di 6610 mascherine da parte dei volontari, che sono poi state distribuite ai gruppi di persone vulnerabili da parte di organizzazioni come l’AWAS (l’agenzia governativa che si occupa del benessere dei rifugiati) e la Foodbank Lifeline Foundation.

Le mascherine hanno costituito una misura preventiva per i migranti ospiti nei centri di accoglienza per favorire il rallentamento della diffusione del COVID-19. A causa del sovraffollamento e delle carenti condizioni igienico-sanitarie, le misure di distanziamento sociale e le altre precauzioni contro il virus risultavano difficilmente applicabili.

Questo progetto è stato sostenuto anche da attori locali, tra cui un’azienda tessile e la compagnia maltese di taxi eCabs, che ci ha aiutato a consegnare i materiali e ritirare le mascherine a casa dei volontari durante il lockdown. Abbiamo anche coinvolto lo stilista Luke Azzopardi – per focalizzare l’attenzione dei più giovani e di altri stilisti – che ha generosamente creato per il nostro team di volontari un video tutorial su YouTube su come realizzare le mascherine MOAS.

Il sostegno della comunità è stato ciò che ha reso questo progetto così speciale, inviando un forte messaggio di solidarietà in questo difficile periodo, durante il quale molte persone hanno vissuto difficoltà estreme. Le mascherine prodotte dal nostro team di oltre 140 volontari sono ecologiche e rispettose dell’ambiente, in quanto in cotone lavabile e riutilizzabile, e realizzate con un triplo strato di tessuto, per una maggiore efficacia protettiva.

Il successo dell’iniziativa è stato tale che ad agosto 2020 abbiamo deciso di lanciare un “Secondo Round” del Progetto: altri volontari hanno prodotto mascherine riutilizzabili, anche per bambini, che sono state distribuite a tutte le persone vulnerabili sull’isola, per aiutarle ad affrontare la nuova ondata di contagi. La risposta ad entrambi i progetti è stata fantastica e grazie all’impegno e alla generosità dei nostri volontari e di alcune aziende locali, abbiamo realizzato circa 10.000 mascherine.

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