I MIGRANTI SCOMPARSI NEL MEDITERRANEO

I recenti eventi nei campi profughi in Grecia, le nuove proposte dell’Unione Europea per modificare il Regolamento di Dublino, oltre alle continue traversate nel Mediterraneo e nel Canale della Manica, mostrano come il fenomeno migratorio in Europa continui ad essere un tema centrale. Il Mediterraneo rappresenta una delle rotte più pericolose per le persone migranti, che mettono a rischio la propria vita nella speranza di raggiungere la salvezza. Di recente abbiamo parlato degli ultimi eventi nel Mediterraneo, delle imbarcazioni SAR e delle navi commerciali che, con i migranti soccorsi a bordo, sono rimaste bloccate in mare per giorni o settimane in attesa del permesso di sbarcare in un porto sicuro.

L’OIM riporta che oltre 20.000 persone hanno perso la vita in mare dal 2014, e questa settimana vogliamo sottolineare quanto sia importante tracciare i numeri della migrazione. L’OIM è in prima linea in questa attività, principalmente attraverso il Missing Migrants Project, che raccoglie i dati relativi alle vittime e ai migranti scomparsi, inclusi rifugiati e richiedenti asilo, lungo diverse rotte migratorie nel mondo. Questo lavoro di tracciamento è cominciato in seguito alla tragedia di Lampedusa del 2013, quando 368 persone hanno perso la vita in mare. Da allora, il Missing Migrants Project è diventato una fonte importante di informazioni aggiornate per i media, i ricercatori e la società civile. Le fonti dei dati variano in base alle regioni e possono includere autorità nazionali, report dei media, ONG o colloqui con i sopravvissuti dei naufragi.

Un focus sul Mediterraneo

Il Missing Migrants Project traccia tutte le persone migranti scomparse, o presumibilmente morte, ai confini esterni degli Stati o nel corso del viaggio verso una destinazione internazionale, indipendentemente dal loro status legale, in tutte le diverse aree del mondo. Grazie a questi dati è possibile conoscere le cifre a partire dal 2014 e confrontarle. I numeri mostrano un picco di arrivi nel 2015 nella regione del Mediterraneo, con la cifra record di 1.007.492 persone che hanno raggiunto l’Europa attraversando il Mar Mediterraneo. Ciò è principalmente dovuto al conflitto in Siria, che ha portato migliaia di persone a fuggire dal proprio Paese. Il numero più alto di decessi nel Mediterraneo è stato invece registrato nel 2016, con 5.143 vittime.

Nel 2020, gli arrivi in Europa via mare sono ad oggi 57.194, mentre nel 2019 sono stati 111.854, provenienti dalle tre diverse rotte: il Mediterraneo Centrale, Occidentale o Orientale. Quest’anno fino ad ora sono morte o scomparse nel Mediterraneo 714 persone, mentre nel 2019 sono stati registrati 1885 decessi.

I dati del 2020 sembrano relativamente inferiori se paragonati agli anni precedenti. Durante i mesi di lockdown in Europa, per via delle restrizioni dovute al COVID-19, il numero degli arrivi è stato significativamente più basso, per poi aumentare di nuovo quando le restrizioni sono state allentate. Tuttavia, la raccolta di dati sui decessi e sulle persone scomparse in questo periodo è stata più complicata a causa della pandemia.

Tracciare i numeri delle persone migranti scomparse risulta difficile per vari motivi: i migranti viaggiano principalmente attraverso percorsi irregolari, e le scomparse potrebbero non essere riportate alle autorità in modo sistematico, per questo non è sempre possibile conoscerne il numero preciso. Inoltre, la copertura mediatica e i rapporti ufficiali in determinate aree possono essere più accurati rispetto ad altre.

Mediterranean Infographic

La retorica presente sui media e presso l’opinione pubblica è spesso basata su informazioni e dati non corretti: vengono resi noti i numeri che meglio si adattano a comunicare i messaggi desiderati. Il lavoro di MOAS consiste anche nel fornire o evidenziare informazioni che possano essere il più possibile affidabili e accurate. È per questo che ci basiamo sul lavoro di tracciamento dell’OIM e delle altre agenzie dell’ONU. Ogni due settimane pubblichiamo un’infografica con i dati aggiornati sui numeri di arrivi e vittime nel Mediterraneo. I numeri provengono dal sito del Missing Migrants Project e dal Flow Monitoring dell’IOM, che ne assicurano l’attendibilità.

Considerazioni finali

Il contributo offerto da MOAS negli anni trascorsi nel Mediterraneo è stato cruciale, MOAS e’ stata infatti la prima ONG, attiva dal 2014, a salvare le persone che tentavano la pericolosa traversata via mare. Nel corso delle nostre missioni abbiamo soccorso più di 40.000 persone. Ma non basta. Bisogna fare in modo che le persone migranti non intraprendano più queste rotte mettendo a rischio la propria vita. Per fare ciò, è necessario implementare #VieSicureELegali di migrazione per coloro che fuggono dalle guerre e dalle torture, così che possano avere l’opportunità di lasciare i propri Paesi attraverso percorsi legali come i visti umanitari, i programmi di riunificazione familiare o i corridoi umanitari. Per queste ragioni abbiamo lanciato una campagna di advocacy al fine di tenere accesa l’attenzione sul tema e per chiedere l’implementazione di meccanismi sicuri attraverso cui le persone possano raggiungere i Paesi di destinazione.

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