World Maritime Day 2020: un focus sul Canale della Manica

Il 24 settembre il mondo celebra il World Maritime Day, la Giornata Mondiale del Mare. nel 1978, vuole porre l’attenzione sull’importanza della sicurezza marittima e dell’ambiente marino. In riferimento a questa tematica, vogliamo parlare di quanto sta accadendo in una delle rotte commerciali più trafficate del mondo: il Canale della Manica. Negli ultimi due mesi, a causa dell’aumento delle persone migranti che hanno tentato di attraversare il Canale, si torna a parlare delle questioni migratorie nel Regno Unito e in Francia.

La navigazione nel Canale della Manica

Il Canale inglese si trova nell’Oceano Atlantico, tra il Regno Unito e la Francia. Nel suo punto più stretto, lo Stretto di Dover, ha un’ampiezza di circa 34km. La Manica è la rotta commerciale più trafficata al mondo, con oltre 600 navi cargo che la attraversano ogni giorno, insieme a traghetti, pescherecci e imbarcazioni private. È anche soggetta a un clima molto instabile, basse temperature, e correnti tra le più forti al mondo. Tutti questi fattori rendono molto difficile e complicata la traversata anche per marinai esperti. Tuttavia, nonostante questi pericoli, è una rotta percorsa sempre più spesso dai migranti che tentano di raggiungere il Regno Unito partendo dalla Francia. Spesso questi viaggi vengono intrapresi su piccole imbarcazioni e gommoni sovraffollati non adeguati al trasporto.

Le traversate nel 2020

Il 2020 ha registrato un aumento del numero di persone migranti che hanno tentato di attraversare il Canale della Manica, con oltre 5.300 persone che hanno compiuto la traversata; un incremento significativo rispetto ai 1800 del 2019 e agli 800 del 2018. Si tratta di una conseguenza diretta dell’interruzione delle rotte, sia legali che irregolari, che le persone migranti utilizzano per raggiungere il Regno Unito. I meccanismi legali, come il sistema di ricollocamento, sono stati bloccati per via della pandemia di COVID-19, mentre le restrizioni sui viaggi imposte per la diffusione del virus hanno bloccato le rotte irregolari, spingendo molte persone migranti a raggiungere il Regno Unito dalla Francia via mare.

Nel mese di agosto, grazie al clima caldo e alle favorevoli condizioni del mare, 1468 persone migranti hanno attraversato il Canale, un record mensile che include anche il numero più alto di traversate in un giorno: il 6 agosto sono sbarcate 235 persone. La maggior parte proviene da Yemen, Siria, Iran, Eritrea e altri Paesi devastati da conflitti e instabilità politica. La traversata è molto pericolosa e spesso ha avuto tragiche conseguenze: il 19 agosto sulla spiaggia di Calais è stato ritrovato il corpo di un ventottenne sudanese, annegato nel tentativo di attraversare il Canale. Il 2 settembre, il record di traversate giornaliere è stato nuovamente superato, con 409 persone arrivate a bordo di 27 imbarcazioni.

Reazioni e risposte nel Regno Unito

Questi eventi hanno causato la reazione allarmata all’interno del governo britannico e dei media. In relazione alle traversate, il governo ha invocato con toni decisi l’implementazione di misure volte a rendere la rotta “impraticabile”, mentre i Ministeri hanno anche considerato la possibilità di schierare navi militari nella Manica, come deterrente. La posizione del governo in merito alle traversate è stata ulteriormente dimostrata dalla recente nomina di un , con il compito di coordinare le operazioni per bloccare i tentativi di raggiungere il Regno Unito via mare.

In seguito a ciò, organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno criticato le istanze del governo e la “natura tossica” del dibattito sulle migrazioni. La BBC e Sky News sono state largamente condannate per la cronaca disumanizzata deirimi giorni di agosto, quando alcuni reporter si sono avvicinati alle imbarcazioni che trasportavano migranti nel tentativo di intervistare le persone a bordo. Anche la proposta del governo di utilizzare risorse della Marina Militare per impedire le traversate è stata fortemente criticata, principalmente da UNHCR e IOM che hanno espresso la loro preoccupazione per il potenziale numero di incidenti che ciò potrebbe causare.

Infine, in contrasto con le proposte di implementazione delle barriere sui confini e di modifica delle politiche di asilo, molti giornalisti, ONG ed esperti di migrazione sostengono che il modo migliore per ridurre le traversate è quello di offrire vie sicure e legali a chi cerca rifugio nel Regno Unito. 100 gruppi diversi, tra cui organizzazioni umanitarie come Care4Calais e Safe Passage, hanno unito le forze per chiedere urgentemente al governo di implementare vie sicure e legali verso il Regno Unito. Soluzioni pragmatiche, come l’aumento dei visti umanitari, permetterebbero al governo di ridurre il numero di persone disposte ad intraprendere il pericoloso viaggio, tutelando allo stesso tempo i diritti dei richiedenti asilo.

Considerazioni finali

MOAS riconosce i pericoli che le persone migranti affrontano nel tentativo di attraversare rotte commerciali trafficate in condizioni di mare insidiose alla ricerca di una vita migliore o per riunirsi con i propri cari. Come già affermato nella nostra dichiarazione, le alternative sicure e legali, e non lo schieramento di risorse militari, rappresentano la maniera migliore per ridurre il numero di persone che mette a rischio la propria vita in viaggi pericolosi. È proprio per questa ragione che MOAS porta avanti la campagna per l’implementazione ed espansione di #VieSicureELegali.

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