Due anni di una “guerra dimenticata”

L’analisi dei report dell’EUAA sul conflitto civile in corso in Sudan

 

Il 15 aprile il Sudan entrerà nel suo terzo anno di conflitto civile, segnato da violenze, distruzione e violazioni dei diritti umani che hanno portato alla peggiore crisi di sfollamento del mondo.
Come si è arrivati a questo punto? Gli ultimi due report[1]  [2] sui Paesi di Origine (COI) dell’Agenzia dell’Unione europea per l’Asilo (EUAA) cercano di fare luce.

 

Com’è iniziato tutto?

Secondo il Country Focus report, il conflitto civile è il risultato dell’escalation delle tensioni tra le due principali forze di sicurezza del Paese, le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), che una volta lavoravano insieme per lo stesso Presidente fino alla sua destituzione nel 2019.

 

Il conflitto

Map of controlled territories in Sudan

Il report sulla situazione della sicurezza in Sudan indica che il conflitto si è esteso in 13 o 14 dei 18 Stati del Paese.
Aggiornata al 30 novembre 2024, la mappa illustra il controllo territoriale di SAF e RSF, dei rispettivi alleati e di altri attori.
Inoltre, è importante notare che nel marzo 2025, la SAF ha dichiarato di aver preso il controllo di Khartoum, segnando un punto cruciale nel conflitto. Tuttavia, gli analisti mettono in guardia sul fatto che una rapida risoluzione della guerra rimane comunque improbabile.

 

I tentativi di pace

Lo stesso report sottolinea che ci sono stati diversi tentativi di pace da parte di attori internazionali che hanno lavorato per porre fine al conflitto.
Ad esempio:

  • Nel maggio 2023, gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita hanno provato a co-facilitare i negoziati;
  • Nel marzo 2024, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiedeva la fine delle ostilità. Nello stesso periodo, la Libia e la Turchia hanno facilitato i colloqui per un cessate il fuoco;
  • Nell’agosto 2024, la Svizzera, gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita hanno ospitato le trattative per il cessate il fuoco.

A ottobre 2024, l’UNHCR ha constatato l’assenza di progressi tangibili nei negoziati, poiché sia la SAF che l’RSF continuano a puntare alla propria vittoria militare.

 

Perché si parla di “guerra dimenticata”?  

Attacchi indiscriminati contro i civili, utilizzo del cibo come armaviolenza sessuale e sfruttamento, reclutamento di civili da parte di SAF e RSF: tutto questo sta accadendo in Sudan in questo momento, prendendo di mira coloro che, secondo le Convenzioni di Ginevra del Diritto Internazionale Umanitario, dovrebbero essere lasciati fuori dalle ostilità.
In questo quadro, l’EUAA afferma che circa 25 milioni di persone – pari a circa l’intera popolazione siriana – sono colpite dall’insicurezza alimentare e i decessi sono stimati essere 150.000 (maggio 2024). Tuttavia, l’Agenzia avverte che, per via delle innumerevoli sfide incontrate per redigere i report, è difficile fornire numeri certi. Tali sfide includono la limitata copertura dei media internazionali nel Paese, unita alle intimidazioni nei confronti dei giornalisti locali e all’ eliminazione delle informazioni governative. Ed è proprio a causa della limitata copertura mediatica che il conflitto è stato definito come “dimenticato”.

A causa di questa drammatica situazione, “un numero enorme di persone è stato costretto a fuggire dalle proprie case per raggiungere zone più sicure, sia all’interno del Sudan che nei Paesi vicini […]. Oltre tre milioni di persone sono classificate come rifugiate e quasi nove milioni sono sfollate interne. Il totale degli sfollati è superiore all’intera popolazione della Svizzera” (ONU). Ecco perché la crisi in Sudan è riconosciuta come la peggiore crisi di sfollamento al mondo.

 

La missione di speranza di MOAS in Sudan

Fin dall’inizio dell’escalation di violenza in Sudan, MOAS è impegnata in un progetto di assistenza umanitaria alle popolazioni gravemente colpite dal conflitto. Grazie alla preziosa partnership con Edesia Nutrition e Adra, sono state spedite 52 tonnellate di aiuti nutrizionali. Inoltre, grazie alla straordinaria collaborazione di UNHCR Sudan e Action Medeor, sono state consegnate forniture mediche per soccorrere 118.000 persone.
In aggiunta a tutto ciò, quest’anno è prevista un’altra spedizione umanitaria in Sudan, a conferma dell’impegno di MOAS nel sostenere le popolazioni civili ingiustamente coinvolte nel conflitto.

 

Considerazioni finali

Nonostante i numerosi tentativi di raggiungere un cessate il fuoco, il conflitto civile in Sudan è giunto al suo triste secondo anniversario, continuando a causare devastanti crisi umanitarie che colpiscono in primo luogo coloro che per legge dovrebbero essere esclusi dalle ostilità.
Con questo articolo, MOAS vuole fornire una panoramica generale – non esaustiva – della situazione, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica su un conflitto dimenticato e incoraggiando ulteriori indagini. È nostra responsabilità rimanere informati su ciò che è ingiusto in questo mondo e alzare la voce per ottenere un cambiamento.

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