Questo Giving Tuesday celebreremo il potere del donare, e vogliamo condividere con te storie dall’Ucraina che dimostrano l’incredibile resilienza delle persone che affrontano sfide inimmaginabili e la silenziosa e costante speranza che li sostiene.
Per MOAS, la speranza non è un qualcosa di astratto; è palpabile in ogni vita salvata, ogni gesto premuroso e ogni momento di connessione umana. Ecco alcune di queste storie:
Vite salvate contro ogni previsione
Il tenente Oleksandr Voznyi, noto tra i suoi compagni come Biker, conosce bene l’importanza di quella speranza che cambia la vita. Ha subito ferite catastrofiche durante un attacco a Zaporizhzhia. Una importante emorragia, molteplici arresti cardiaci e ferite che sarebbero potute essere letali: tutto questo ha segnato l’inizio della sua storia.
I medici di MOAS Stanislav, Volodymyr e Serhiy si sono rifiutati di accettare la sua fine. Le loro mani non hanno mai smesso di lavorare, la loro fede non ha mai vacillato, e hanno continuato a praticare la BLS mentre il paziente veniva trasportato in ospedale.
Oleksandr è riuscito a sopravvivere. “Ogni giorno ringrazio Dio di esser vivo” dice Oleksandr. “Sono così felice che i miei figli non siano orfani”, aggiunge.


Oggi, continua la sua riabilitazione e ha ricevuto premi per il suo coraggio. Nonostante questo, lui preferisce riconoscere il merito dei medici: “Ogni vita salvata aiuta a sostenere l’Ucraina in guerra”, dice, “le persone hanno lottato per la mia vita per centinaia di chilometri, ed è questo che mi ha salvato. Ci sono centinaia di persone come me la cui vita è stata salvata grazie al lavoro di queste persone”.
La storia di Oleksandr è un forte richiamo al fatto che la speranza non è passiva. È qualcosa che portano con sé coloro che, nonostante tutto, agiscono, credono e si prendono cura degli altri, anche di fronte a circostanze impossibili.
La speranza arriva in diverse forme
Talvolta, la speranza arriva quando meno ce lo aspettiamo. Durante le missioni al fronte, Igor, paramedico di MOAS sentì lamenti flebili mentre tornava dal suo turno. Seguendo il suono, la squadra ha scoperto un cucciolo di cane intrappolato profondamente in una conduttura. Con molta cautela, Igor ha salvato questo cucciolo spaventato, e la squadra lo ha sottoposto alle cure necessarie sin quando non si è stabilizzato.
Questo salvataggio può sembrare superfluo comparato al pericolo del fronte, ma serve per ricordare che la compassione e l’assistenza non sono solo per gli umani. Azioni di gentilezza, non importa quanto piccole, si riflettono nella speranza, anche nella situazione più difficile.




Un tatuaggio di resilienza
Prima della guerra, Mykyta lavorava nei servizi di emergenza sanitaria. Quando il conflitto si è allargato, il suo ruolo è cambiato. L’emergenza è diventata costante, la pressione incessante, ma ciò nonostante il suo senso di scopo è solo aumentato. Nell’aprile 2024, Mykyta si è ufficialmente unito a MOAS come medico.
Una sua missione tra quelle compiute si distingue. Un soldato giovane, gravemente ferito, aveva un tatuaggio che diceva “Free Youth”. Sarebbe potuto essere un semplice richiamo di ciò che era stato perso, ma per Mykyta è diventato un simbolo di resilienza.

“Sarebbe potuto essere uno studente, o magari stava costruendo una carriera, faceva piani per il futuro. Invece, ha deciso di difendere il suo Paese”, riflette Mykyta. “Quel tatuaggio mi ha ricordato che forza, determinazione e speranza esistono ancora. È un simbolo di come anche nelle avversità, le persone continuano a lottare”.
Ogni missione richiede tanto, nonostante ciò momenti come questo gli ricordano perché è lì.
Per ogni vita una storia di speranza
Queste sono alcune delle storie di speranza dall’Ucraina. Ma ogni squadra, ambulanza o medico di MOAS condivide la stessa missione: salvare vite. E ogni vita salvata è una storia di speranza.
I soldati criticamente feriti dell’Ucraina di cui la nostra squadra si prende cura non sono solo pazienti, ma sono tutti individui con proprie storie, e grazie a MOAS possono continuare a scriverle.
La speranza risiede però proprio nel team di MOAS. Lavorando nel pericolo, in condizioni ricche di emozioni intense, i nostri fanno affidamento l’uno sull’altro. Si supportano, si fidano e si incoraggiano a vicenda. Per loro, ogni evacuazione vincente, ogni recupero e ogni piccola azione di premura è un richiamo alla connessione umana e alla compassione, che possono sbocciare anche nelle circostanze più dure.
Sii parte del racconto questo Giving Tuesday
Durante il Giving Tuesday (2 Dicembre), il tuo supporto consentirà a MOAS di continuare a condividere queste storie di speranza. Dai medici sul fronte che salvano vite, ai piccoli atti di gentilezza come il salvataggio di un cucciolo rimasto intrappolato: ogni contributo guida questa missione. Garantisce che ogni soldato ucraino ferito abbia una possibilità di sopravvivere.
Perché per MOAS ogni vita vale. Ogni storia ha importanza. Purtroppo, attualmente stiamo sperimentando scarsità di fondi e dobbiamo affidarci al tuo supporto per continuare. Con il tuo aiuto, più storie di coraggio, premura e speranza continueranno ad accadere in Ucraina.
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