Arma di speranza: il ruolo degli animali nelle zone di conflitto

Durante i conflitti, la presenza degli animali può servire a molteplici scopi, spesso inaspettati. Essi sono presenti durante le operazioni militari e navali, dando supporto psicologico a civili e soldati. Gli animali svolgono da sempre un ruolo importante nelle aree colpite da conflitti. In Ucraina e non solo, il rapporto uomo-animale in tempo di guerra è strategico e profondamente emotivo.

Compagni tattici: gli animali nelle operazioni militari e navali

Storicamente, gli animali sono stati impiegati nelle zone di combattimento per il trasporto, l’identificazione di pericoli e la comunicazione. Cavalli, muli e piccioni dominavano i campi di battaglia del passato, a differenza di oggi che siamo tecnologicamente più avanzati. Tuttavia, gli animali continuano a svolgere un ruolo importante.

In Ucraina, i cani militari sono ampiamente impiegati per il rilevamento di mine, il fiuto delle bombe e per le le operazioni di ricerca e salvataggio. Essendo appositamente addestrati, possiedono un’eccezionale capacità di individuare gli esplosivi con grande precisione. Le Unità del Servizio di Emergenza dello Stato Ucraino e le guardie di frontiera collaborano regolarmente con Pastori tedeschi e Malinois belgi, preparati per operare in ambienti ad alto rischio.

Uno degli esempi più noti è Patron, un Jack Russell Terrier che ha aiutato a individuare centinaia di esplosivi nella regione di Chernihiv. Secondo UNICEF Ucraina, il cane non solo ha salvato delle vite, ma è anche diventato un amato simbolo di resilienza per i bambini ucraini. È stato premiato dal Presidente Zelenskyy ed è apparso in video educativi per insegnare ai giovani i rischi delle mine.

Inoltre, le forze navali hanno da tempo utilizzato gli animali marini per la difesa strategica. Secondo quanto riferito dalla Russia, la Crimea ha ripreso il programma militare dei delfini di epoca sovietica per pattugliare la sua base navale nel Mar Nero. Secondo l’U.S. Naval Institute, confermato dalle immagini satellitari analizzate dall’analista navale H. I. Sutton, nel 2022 sono apparsi nella base di Sebastopoli recinti contenenti delfini. Questi animali sono addestrati a rilevare i sommozzatori nemici e le mine subacquee, aggiungendo un livello difensivo ai porti e alle aree costiere strategiche.

Anche se controverso a causa delle preoccupazioni per il benessere degli animali, il loro uso nella moderna strategia militare evidenzia il loro valore duraturo negli ambienti di conflitto.

Animali per curare: la pet-therapy nelle zone di conflitto

Al di là dell’uso tattico, gli animali svolgono un ruolo umanitario sempre più cruciale nelle zone di conflitto, in particolare nell’ambito della compagnia o della terapia assistita (Animal Assisted Therapy – AAT). L’interazione con loro può offrire un senso di conforto, sicurezza e stabilità in aree colpite da sfollamento e traumi.

In Ucraina, diverse iniziative senza scopo di lucro consistono nel lancio di programmi di cani da terapia per aiutare i bambini sfollati, i soldati feriti e i civili che vivono in condizioni di stress psicologico. Uno di questi progetti è Zootherapy Ukraine, che porta i cani negli ospedali, nei centri di riabilitazione e nei rifugi, aiutando a ridurre l’ansia, a promuovere l’espressione emotiva e a favorire la riabilitazione fisica.

La ricerca sostiene queste iniziative. Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology ha rilevato che le interazioni con gli animali da terapia possono abbassare i livelli di cortisolo, ridurre i sintomi di stress post-traumatico e migliorare le capacità cognitive e motorie dei pazienti traumatizzati. Inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea che gli interventi assistiti dagli animali sono un promettente complemento al sostegno della salute mentale nelle emergenze, in particolare per i bambini e gli adolescenti.

Infine, organizzazioni come la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Red Crescent Societies (IFRC) e War Child hanno condotto progetti pilota simili in zone post-conflitto come l’Iraq e la Siria, dimostrando risultati positivi nel trattamento dei traumi attraverso interazioni strutturate con gli animali.

Gli animali domestici sono famiglia, sono speranza

Per molte persone coinvolte nella guerra, gli animali domestici sono più che compagni: rappresentano la famiglia. In Ucraina, migliaia di rifugiati hanno lasciato le loro case con i propri animali al seguito, scegliendo di non abbandonarli nonostante l’incertezza. In risposta, paesi confinanti come la Polonia, la Moldavia e la Romania hanno attuato misure di emergenza per consentire ai rifugiati di attraversare la frontiera con i loro animali domestici senza documenti o quarantena. Gruppi di volontari e rifugi per animali in tutta Europa hanno fornito loro riparo, cibo e cure veterinarie. Organizzazioni come Four Paws International e Humane Society International hanno dispiegato squadre di pronto intervento per aiutare a evacuare gli animali e a riunire quelli smarriti ai loro proprietari. Questo profondo legame emotivo è legato anche al recupero dei traumi. La presenza familiare di un animale domestico può alleviare l’ansia, soprattutto nei bambini. Secondo uno studio, i bambini che hanno mantenuto questo tipo di contatto durante una crisi umanitaria hanno mostrato una regolazione emotiva e un ritmo del sonno significativamente migliori rispetto a quelli che non lo hanno fatto.

MOAS Ucraina e gli animali

Le nostre coraggiose squadre in Ucraina non fanno eccezione a questo. Una volta, un cucciolo si è smarrito in una zona quasi deserta del fronte e ha corso spaventato sulla strada che la nostra squadra stava percorrendo. Naturalmente, i loro cuori gentili non potevano rimanere indifferenti: si sono fermati e hanno preso con sé la bestiola, che era debole e si rifiutava di mangiare. “Abbiamo sospettato un’enterite e abbiamo iniziato a curare il piccolo. Giorno e notte, ci siamo precipitati su di lui – indifeso – per alleviare le sue sofferenze e ripristinare la sua salute e, nel giro di pochi giorni, il cane è tornato a vivere“, dichiarano i membri dello staff di MOAS. Assicurandosi che tutto fosse a posto con il cucciolo e preoccupandosi del suo futuro, i nostri hanno trovato una famiglia e hanno consegnato il piccolo in buone mani. L’amico a quattro zampe è
vivo e vegeto ed è un fedele conforto per i suoi nuovi proprietari!

 

Abbiamo anche delle mascotte, come Lucy e Owen, e un cane e un gatto che soggiornano in una delle basi MOAS. Un tempo randagia, questa coppia è arrivata in una delle nostre strutture ed è subito entrata a far parte della famiglia, trovando il conforto, il calore e l’affetto che gli mancavano. In cambio, offrono alla nostra squadra momenti di gioia e di calma in giornate lunghe e impegnative. In questa foto, sono ritratti con Serhiy Kholodkov, che si prende cura di loro ogni giorno, insieme agli altri.

 

 

Considerazioni Finali

Che si tratti di fiutare esplosivi, di sorvegliare porti navali o semplicemente di fornire una presenza calorosa a chi ha perso tutto, gli animali sono più che semplici compagni nei conflitti: sono àncore di salvezza. In Ucraina, come in altre zone di conflitto, il loro ruolo continua ad evolversi, fondendo il supporto strategico con l’impatto umanitario. Per MOAS e i suoi partner, il riconoscimento di questo legame offre nuove possibilità di aiuto, recupero e dignità in tempi di crisi.

Come ha detto una madre ucraina sfollata parlando del suo cane: “Non siamo solo sopravvissuti alla guerra insieme: mi ha aiutato a rimanere umana”.

 

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