2016 Resoconto delle attività

Il 2016 è stato un anno ricco di sfide e successi per il team e gli equipaggi MOAS. La crisi umanitaria nel Mediterraneo è continuata, rendendo il 2016 l’anno con il maggior numero di morti in mare mai registrate. Alla base di ciò, un cambio di strategie da parte dei trafficanti, che hanno utilizzato pratiche sempre più rischiose per la vita delle persone migranti, ed allungato la stagione degli attraversamenti ben oltre i limiti degli anni precedenti.

Ciò nonostante, quest’anno i nostri equipaggi hanno soccorso ed assistito oltre 20mila tra uomini, donne e bambini, facendo salire il numero di vite salvate da MOAS – dalla sua fondazione nel 2014 – ad oltre 33mila persone.

Guardandoci indietro, il nostro pensiero va prima di tutto alle vite che grazie a te, assieme a tutta la comunità dei nostri sostenitori, hai contribuito a salvare con la tua generosità e fiducia nella nostra missione.

Operazioni

Il Mar Egeo: Gennaio-Aprile

L’anno della Responder è cominciato nell’Egeo, dove si trovava per continuare la missione di soccorso cominciata il 23 Dicembre del 2015. Lì, il nostro equipaggio, dotato di due lance di salvataggio chiamate in onore dei piccoli Alan e Galip Kurdi, ha operato instancabilmente per tutta la durata dell’inverno assieme ai volontari medici e al personale specializzato di soccorso presente a bordo.

Insieme, i nostri equipaggi hanno portato soccorso e assistenza a persone che tentavano il pericoloso attraversamento dalla Turchia alle isole Greche, nel tentativo di mettersi finalmente in salvo in Europa.

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Uomini e donne dalla Siria, dall’Afghanistan e dall’Iraq rischiavano la vita in un viaggio di circa 5 ore, reso estremamente pericoloso dalle condizioni avverse del mare, che spesso spingeva i piccoli gommoni contro gli scogli delle isole, e del meteo, che registrava forti venti e temperature bassissime. Durante questa missione, i nostri equipaggi hanno soccorso 30 diverse imbarcazioni, salvando un totale di 1869 persone.

In seguito all’accordo tra l’Unione Europea e la Turchia nel Marzo 2016, gli arrivi in Grecia attraverso il Mar Egeo sono diminuiti drasticamente. Il nostro equipaggio è rimasto nella zona per un mese ancora al fine di monitorare la situazione, prima di essere ricollocato nel Canale di Sicilia, dove le condizioni degli attraversamenti richiedevano la sua presenza molto più che nell’Egeo.

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Il Canale di Sicilia: Giugno-Dicembre

Il 6 Giugno di quest’anno, entrambe le navi MOAS – la Phoenix e la Responder – hanno fatto rotta per quella zona del Mediterraneo dove il numero di attraversamenti era rapidamente cresciuto nei primi mesi dell’anno, e si erano già consumate alcune immani tragedie: il Canale di Sicilia tra la Libia e l’Italia. Questa missione è stata condotta in partnership con i team medici della Croce Rossa Italiana, in quella che è stata la prima occasione per le nostre organizzazioni di collaborare assieme così da vicino. Solo nelle prime due settimane della missione, gli equipaggi MOAS-CRI hanno soccorso e assistito più di 2000 persone.

I nostri equipaggi hanno prestato soccorso e assistenza a persone che fuggivano da violenza, povertà e persecuzioni, e provenivano da moltissimi paesi diversi, tra cui in particolare: Nigeria, Palestina, Eritrea, Gambia, Bangladesh e Costa d’Avorio. Molte di queste persone sono state soccorse dai grossi barconi di legno che ormai vengono associati agli arrivi a Lampedusa e nel Sud Italia, sebbene quest’anno si sia cominciato a notare un cambiamento nelle pratiche dei trafficanti, arrivati ad usare gommoni totalmente inadatti ad affrontare un viaggio in mare così lungo e sovraccaricati di persone.

Anche a causa di queste nuove pratiche, le condizioni fisiche e di salute dei migranti soccorsi sono state le peggiori che avessimo mai incontrato: le persone venivano spinte a forza nei gommoni, senza acqua, cibo e spesso senza carburante. I nostri equipaggi hanno soccorso svariati gommoni totalmente alla deriva, senza motore o capacità di indirizzare la rotta. Inoltre, con l’avvicinarsi della stagione invernale, mentre negli anni precedenti il numero di attraversamenti era diminuito considerevolmente, quest’anno abbiamo continuato a vedere migranti tentare di attraversare il mare in condizioni meteo alquanto avverse, allungando così la stagione degli attraversamenti.

Alla luce di questa situazione disumana, abbiamo deciso di lanciare la nostra ultima campagna di sensibilizzazione e promozione. Nel giorno del secondo anniversario di MOAS, il 30 Agosto, abbiamo fatto appello per la creazione di Safe & Legal Routes, ovvero vie sicure e legali per rifugiati e richiedenti asilo che cercano di mettersi in salvo dalle persecuzioni, evitando così che siano costretti a dover intraprendere i viaggi della morte nel Mediterraneo. Queste vie alternative strapperebbero i migranti dalle reti dei trafficanti, che oggi rappresentano l’unica opportunità di salvezza per persone disperate.

Con l’avvicinarsi della stagione invernale, e l’aumento delle cattive condizioni in mare, le persone migranti hanno cominciato ad accumularsi in numeri sempre maggiori sulle coste della Libia, per poi riversarsi tutte assieme in mare non appena le condizioni rimediavano un poco da poter permettere il viaggio, con la conseguenza di complicare moltissimo le operazioni di soccorso. Nel weekend del 5 Ottobre, un totale di 10 mila persone sono state soccorse in sole 48 ore. In quei giorni, gli equipaggi MOAS e Croce Rossa hanno salvato e assistito 778 migranti e recuperato 3 corpi senza vita.

A partire dalla metà di Novembre, il 2016 è diventato l’anno con il maggior numero di morti mai registrate nel Mediterraneo: arrivando quasi a 5000 persone. La nostra missione, condotta fino all’inizio di Dicembre, data prevista per la fine delle nostre operazioni nel 2016, ha salvato e assistito più di 20 mila persone. Nei prossimi mesi, ci riorganizzeremo e prepareremo per lanciare la nostra missione nel 2017, senza smettere di impegnarci per la creazione di vie sicure e legali che ci impediscano di assistere ancora una volta ad una tale perdita di vite in mare.

Eventi e Riconoscimenti

Il 7 Gennaio, ci è stato annunciato che MOAS aveva vinto la Medaglia Geuzen per il 2016. Questo riconoscimento viene consegnato ogni anno a persone ed organizzazioni che lavorano per la promozione dei diritti umani. In Aprile, MOAS ha ricevuto lo Special 112 Award dalla European Emergency Number Association (EENA), per il suo lavoro e gli incredibili risultati ottenuti per prevenire la perdita di vite in mare.

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Il 27 Maggio abbiamo organizzato il MOAS X-change un evento che ha messo insieme esperti ed attivisti nel campo della migrazione, per discutere delle maggiori sfide del nostro tempo in questo campo. Gli argomenti trattati sono andati dalle morti in mare e le difficoltà di migranti e rifugiati in Turchia e Libia, alle tecniche e prassi dei trafficanti, e alla mancanza di una risposta umana e coerente da parte dell’UE al fenomeno migratorio attuale.

I nostri fondatori e portavoce, Christopher e Regina Catrambone, hanno rappresentato MOAS ad una serie di altri eventi e conferenze durante l’anno, tra cui High-Level Side Event al summit per rifugiati e migranti dell’Assemblea Generale dell’ONU in Settembre. Regina ha raccontato dell’esperienza di MOAS anche ad altri eventi quali la conferenza Trust WomenWired 2016.

Grazie

Quest’anno, le nostre navi ed i nostri equipaggi in mare hanno fatto la differenza tra la vita e la morte per moltissime persone, ma nessuna delle nostre operazioni di salvataggio sarebbe stata possibile senza il tuo sostegno e supporto.

Con il 2016 che si avvia verso la fine, possiamo solo dire che i nostri risultati appartengono a te. Noi ribadiamo il nostro impegno a continuare a fare di tutto per sostenere il nostro credo – che nessuno merita di morire in mare – sperando di poterlo fare insieme a te anche l’anno prossimo.