Nel 2025, 305 milioni di persone avranno bisogno di assistenza e protezione urgenti. Il documento “Global Humanitarian Overview 2025” delle Nazioni Unite, presentato a Ginevra il 4 dicembre scorso, traccia un quadro drammatico, rivelando come le crisi interconnesse – cambiamenti climatici, conflitti armati e sfollamento – aggravino le sofferenze umane in tutto il mondo.
L’aumento dei bisogni, l’evoluzione delle minacce e la trasformazione delle politiche caratterizzano il panorama umanitario di quest’anno. Con l’intensificarsi delle crisi globali, il settore è costretto ad adattarsi, innovare e ridefinire le proprie strategie per affrontare efficacemente le complessità delle moderne emergenze umanitarie.
Carenza dei fondi e difficoltà dei donatori
I bisogni crescono e il settore umanitario deve affrontare sfide significative in termini di finanziamenti. Nel 2024, le Nazioni Unite sono riuscite a raccogliere solo il 46% dei 49,6 miliardi di dollari necessari, portando a decisioni difficili come il taglio delle razioni alimentari. I principali donatori, tra cui la Germania e gli Stati Uniti, hanno ridotto il loro budget per gli aiuti, mentre le economie emergenti contribuiscono meno di quanto previsto. Tutto questo ha impatti concreti sul campo. Ad Haiti, ad esempio, la violenza delle bande armate ha determinato lo sfollamento di oltre un milione di persone, triplicando il numero relativo all’anno precedente. In questo contesto, la mancanza di fondi ostacola la fornitura di servizi essenziali e sicurezza alla popolazione colpita.
Cambiamenti politici e adattamenti strategici
In risposta a queste sfide, le organizzazioni umanitarie stanno rivalutando le loro strategie. Il “Global Humanitarian Overview 2025” sottolinea la necessità di perfezionare gli approcci per identificare, monitorare e mitigare le minacce complesse. Ciò include l’aumento della leadership locale nella gestione degli interventi, e nell’elaborazione della strategia e delle decisioni per
garantire risposte più efficaci e specifiche in base al contesto.
Inoltre, è sempre più riconosciuta l’importanza della collaborazione con diversi attori, tra cui il settore privato e le reti sociali, per affrontare la natura multiforme delle crisi moderne. Il programma “The Humanitarian Future” sottolinea la necessità per le organizzazioni di essere più previdenti, adattive, collaborative e innovative.
Innovazione e integrazione tecnologica
I progressi in campo tecnologico stanno svolgendo un ruolo fondamentale nella trasformazione delle risposte umanitarie. La tecnologia offre strumenti per migliorare l’efficienza e l’efficacia – dall’uso dell’intelligenza artificiale per la previsione dei disastri alla blockchain per la distribuzione trasparente degli aiuti. Tuttavia, essa presenta anche delle sfide, tra cui
considerazioni di carattere etico e sul divario digitale che può escludere le popolazioni vulnerabili dal trarne beneficio.
Focus sulla resilienza climatica
Il panorama umanitario previsto per il 2025 è ulteriormente aggravato dal cambiamento climatico, che continua a intensificare la gravità e la frequenza dei disastri. Temperature più calde, siccità estreme, inondazioni devastanti e l’innalzamento del livello del mare stanno causando danni ai sistemi alimentari, alla sicurezza idrica e ai mezzi di sussistenza. 90 milioni di sfollati vivono in aree altamente esposte ai rischi legati al clima e quasi la metà di loro si trova anche esposta ai rischi legati ai conflitti in corso in quelle aree.
Conflitti e cambiamenti climatici
Conflitti e cambiamenti climatici sono profondamente interconnessi. Le guerre hanno un impatto significativo sull’inquinamento: le attività militari e la distruzione che causano contribuiscono drammaticamente alle emissioni globali di gas serra. Si stima che le emissioni dei soli primi 120 giorni del conflitto a Gaza abbiano superato le emissioni annuali di 26 Paesi, e che i primi sette mesi dell’invasione russa in Ucraina abbiano causato almeno 100 milioni di tonnellate di anidride carbonica.
Per di più, il cambiamento climatico alimenta i conflitti, esacerbando la competizione per le risorse – cibo e acqua – che sono sempre più limitate. Questo circolo vizioso è evidente in regioni del mondo come il Corno d’Africa, dove la siccità del 2020-2023 ha devastato comunità già indebolite dal conflitto in Somalia. Allo stesso modo, le alluvioni in Sud Sudan hanno provocato 1,4 milioni di sfollati, molti dei quali in zone già devastate da intensi combattimenti.
MOAS sottolinea la necessità di una cooperazione globale per spezzare questo ciclo e promuovere soluzioni sostenibili.
I costi umani dell’indifferenza
I civili sono le principali vittime di queste crisi. Solo nel 2024, oltre 58.700 di loro hanno perso la vita nei conflitti, con il maggior numero di vittime nei Territori Palestinesi Occupati (OPT), Sudan e Myanmar. Questa indifferenza verso il diritto umanitario internazionale e i diritti umani sottolinea l’urgenza degli interventi da parte delle organizzazioni umanitarie.
MOAS è da sempre impegnata ad alleviare le sofferenze e a proteggere le vite umane, anche nelle zone di conflitto più difficili. Il nostro lavoro in Yemen, Somalia e Sudan esemplifica il nostro impegno nel combattere la malnutrizione e nel fornire aiuti essenziali alle comunità in crisi. In Ucraina, continuiamo a fornire assistenza medica salvavita attraverso la nostra squadra di 50 ambulanze.
Considerazioni finali
Le sfide previste per il 2025 richiedono una risposta globale compatta. Quest’anno, il settore umanitario si trova in una fase critica per cui deve affrontare sfide senza precedenti che richiedono soluzioni innovative e sforzi di collaborazione.
Affrontare l’aumento dei bisogni in un contesto di vincoli finanziari richiede una rivalutazione degli approcci tradizionali e l’adozione di strategie adattive. Accogliendo i progressi tecnologici, promuovendo la leadership locale e dando priorità alla resilienza climatica, il settore può affrontare le complessità delle crisi moderne e continuare a fornire un sostegno essenziale a chi
ne ha bisogno. L’adattamento al clima, la risoluzione dei conflitti e la mobilitazione delle risorse sono fondamentali per prevenire ulteriori sofferenze.
MOAS, con il sostegno dei suoi partner e donatori, continuerà a fornire aiuti umanitari efficaci per salvare vite umane nel 2025 e negli anni a seguire. Insieme, possiamo costruire un futuro in cui nessuno venga lasciato indietro e le comunità vulnerabili siano in grado di prosperare, nonostante le avversità.
Il tuo supporto può fare la differenza. Qualora fossi interessato a supportarci, o a saperne di più sui nostri progetti attualmente attivi, seguici sui social media, iscriviti alla nostra newsletter o contattaci a [email protected]. Visita www.moas.eu/donate per contribuire.

Funded by the European Union. Views and opinions expressed are however those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union or the European Education and Culture Executive Agency (EACEA). Neither the European Union nor EACEA can be held responsible for them.