RMHC Lettonia e la missione di MOAS in Ucraina

Dal 20 aprile 2022 l’Unità Medica Mobile fornita da Ronald McDonald House Charity Lettonia si è unita alla #MOASMissionUkraine.

La UMM è completamente attrezzata ed equipaggiata per prestare assistenza sanitaria e fornire consulenze mediche  e interventi di base alle persone colpite dalla violenza del conflitto, che si traduce in ridotta disponibilità di servizi e carenza di infrastrutture.

La UMM è presidiata dall’équipe di MOAS, composta da medici ucraini, che dispensano consulenze individuali, servizi terapeutici e consigli fino ad un massimo di 57 persone al giorno. L’unità ha operato a Hostomel, Irpin e Bucha, tre delle aree più colpite dell’oblast di Kiev, dove i servizi medici sono disperatamente necessari per supportare le strutture sanitarie locali, colpite dai combattimenti nell’area.

La UMM di RMHC Lettonia rimarrà attiva, fornendo assistenza in aree in cui non è attualmente disponibile alcun servizio medico, per tutto il tempo necessario e fino a quando sarà in grado di operare.

La dott.ssa Oksana Dmytriieva, membro del Parlamento e medico onorario dell’Ucraina, è stata una figura chiave nel facilitare il posizionamento e il monitoraggio del programma nel Paese. Queste sono le sue parole sul progetto: “Ogni giorno questa clinica cura dozzine di pazienti, i medici danno consigli, si può controllare la pressione sanguigna, i livelli di zuccheri e così via, ed è tutto gratuito! Vi ringraziamo per aver contribuito a curare i nostri cittadini in un momento in cui raggiungere un medico o una farmacia è estremamente difficile”.

Il coordinatore medico di MOAS ha dichiarato: “MOAS è grata a RMHC Lettonia per aver fornito questa risorsa alle nostre operazioni. È essenziale, durante tale crisi devastante, non solo prestare assistenza di primo soccorso, ma anche garantire l’accesso ai servizi sanitari di base e facilitare l’accesso alle cure essenziali a coloro che sono stati colpiti dal conflitto. Grazie alla generosità di RMHC Lettonia abbiamo curato centinaia di pazienti e intendiamo curarne molti altri”.

 

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