Niente scuola, nessun futuro: la lotta per l’istruzione dei minori rifugiati

Per milioni di bambini rifugiati, l’istruzione rimane un sogno lontano, pur essendo un diritto umano. Senza accesso alla scuola, essi affrontano un futuro di incertezze, opportunità limitate e rischi maggiori rispetto agli altri. Con l’aumento del numero di rifugiati a livello globale, è urgente garantire che ogni bambino, indipendentemente dalle sue condizioni, abbia accesso all’istruzione.

 

L’istruzione è davvero importante?

L’istruzione non è un privilegio, ma un diritto umano, riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (articolo 26) e ribadito da trattati internazionali come la Convenzione sui diritti dell’infanzia e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Questo diritto è legalmente garantito a tutti, indipendentemente dalla nazionalità, dal genere o dallo status, e obbliga i governi a renderlo accessibile e non discriminatorio.

L’istruzione offre opportunità agli individui ed è uno strumento cruciale per spezzare il ciclo della povertà e costruire un futuro migliore. In particolare, offre:

  • Sicurezza e stabilità: la scuola offre un rifugio sicuro, una routine e un senso di normalità ai minori che hanno subìto traumi e sconvolgimenti.
  • Protezione: l’istruzione riduce i rischi di reclutamento forzato, lavoro minorile, sfruttamento sessuale e matrimonio precoce.
  • Empowerment: l’apprendimento fornisce ai bambini le conoscenze e competenze per ricostruire le loro vite, essere indipendenti e contribuire alle loro comunità.
  • Speranza: l’istruzione aiuta i bambini a sognare un futuro migliore e dà loro gli strumenti per realizzarlo.

 

Gli ostacoli all’istruzione per i bambini rifugiati

Nonostante la sua importanza, diverse barriere si pongono davanti ai bambini che dovrebbero accedere all’istruzione:

Scappare da una crisi all’altra

Molti sfollati fuggono da guerre, violenze o persecuzioni per poi arrivare nei Paesi vicini che a loro volta stanno vivendo conflitti, difficoltà economiche o instabilità politica. Ad esempio, milioni di persone sud-sudanesi sono immigrate in Etiopia e in Sudan, dove i sistemi scolastici sono già sottoposti a una forte pressione e non hanno le risorse per accogliere molti nuovi studenti. In Africa centrale e occidentale, l’insicurezza ha costretto alla chiusura di oltre 13.000 scuole, colpendo sia i bambini rifugiati che quelli delle comunità locali.

Ostacoli legali e politici

Molti Paesi ospitanti limitano l’accesso dei rifugiati alle scuole pubbliche o richiedono documenti difficili da ottenere, come certificati di nascita o attestati scolastici precedenti. In alcuni casi, essi non possono iscriversi alle scuole locali o sostenere gli esami nazionali, come nel caso dei bambini Rohingya in Bangladesh. Il governo permette solo l’istruzione informale nei campi profughi, che non utilizza né il curriculum né la lingua del Bangladesh, e impedisce alle agenzie umanitarie di fornire istruzione formale e accreditata. Questa politica non lascia a questi minori alcuna prospettiva di un’istruzione riconosciuta e di qualità. Costituisce inoltre una barriera intenzionale all’integrazione.

Ostacoli economici

Anche quando l’istruzione è aperta ai bambini rifugiati e tecnicamente gratuita, i costi delle uniformi, dei libri di testo e dei trasporti possono essere troppo elevati per le loro famiglie, molte delle quali vivono in condizioni di povertà. I minori sono spesso costretti a lavorare per mantenersi, rendendo impossibile frequentare regolarmente la scuola.

Ostacoli linguistici e culturali

I bambini rifugiati potrebbero non parlare la lingua d’insegnamento nel loro nuovo Paese, rendendo difficile seguire le lezioni e integrarsi con i compagni. Le differenze culturali e la discriminazione possono isolarli ulteriormente, ostacolando quindi il loro apprendimento.

Barriere psicologiche e sociali

Molti bambini rifugiati hanno subìto traumi, violenze e perdite. Essere sottratti alle loro case, separati dalla famiglia e costretti ad adattarsi a nuovi ambienti può portare a depressione, ansia e stress post-traumatico, rendendo così difficile concentrarsi sull’apprendimento. La perdita di un ambiente familiare, di amici e di routine aumenta il loro carico emotivo.

 

Cosa si deve fare a livello globale

Per garantire il diritto all’istruzione, i governi devono aprire le scuole nazionali a tutti i bambini, indipendentemente dal loro status, e riconoscere l’apprendimento pregresso in modo che le persone rifugiate possano continuare gli studi senza ostacoli. Un aumento dei finanziamenti a lungo termine da parte di donatori e agenzie è essenziale per ampliare le strutture scolastiche, formare gli insegnanti e fornire materiale didattico.

La cooperazione internazionale è la chiave. I governi, le ONG, e il settore privato devono lavorare insieme per condividere risorse e competenze, come già si vede in iniziative come il Global Compact on Refugees. Le scuole dovrebbero offrire un supporto linguistico e percorsi di istruzione accelerati per coloro che hanno perso anni di educazione, e investire in strumenti per l’apprendimento digitale per intervenire nelle situazioni di crisi.

Fornire forme di supporto per la salute mentale è cruciale per aiutare i minori rifugiati a riprendersi dalle situazione traumatiche e andare avanti. Attraverso un impegno politico e una cooperazione globale, possiamo abbattere le barriere e dare a ognuno la possibilità di imparare e avere un futuro di successo.

 

Le iniziative di MOAS a Malta nel settore dell’educazione

L’accesso all’istruzione per le persone immigrate è una priorità per MOAS, che da sempre è impegnata a rimuovere le barriere a Malta.

Il nostro progetto più recente riguarda il Centro di apprendimento e informazione presso il centro di accoglienza di Ħal Far (guarda il nostro video su youtube per vedere in cosa consiste). Questo vivace spazio offre computer, internet, libri, oltreché un luogo accogliente per lo studio indipendente e le attività di gruppo. Le persone qui possono accedere a corsi di lingua, supporto per la stesura del CV e formazione professionale, aiutandoli a integrarsi e a costruire un futuro più brillante.

Continuiamo inoltre a organizzare corsi di inglese per principianti, fornendo competenze linguistiche vitali a chi arriva a Malta. Queste iniziative favoriscono la fiducia, l’integrazione e l’accesso all’istruzione e all’occupazione.

Durante la pandemia di COVID-19, il nostro Progetto di apprendimento a distanza ha fornito tablet e connessioni a Internet alle famiglie immigrate, assicurando che i bambini potessero continuare a studiare nonostante le restrizioni. Questi dispositivi sono ancora in uso e contribuiscono a colmare il divario digitale.

 

Considerazioni finali

L’educazione è il fondamento di un futuro produttivo e di speranza. Per i bambini rifugiati e migranti, l’accesso all’istruzione porta stabilità, protezione e gli strumenti necessari per ricostruire la loro vita.

Gli ostacoli sono molti, ma con un impegno locale e un’azione globale, un cambiamento reale è possibile. Noi di MOAS continuiamo a impegnarci per abbattere queste barriere e aprire le porte delle opportunità attraverso le nostre iniziative a Malta e non solo.

 

Your support can make a difference. Please consider donating to help us continue our missions and save lives. Visit www.moas.eu/donate to contribute. For more updates on our work, follow us on social media, sign up for our newsletter, or contact us at [email protected].

LA NESWLETTER DI MOAS

Ricevi gli aggiornamenti di MAOS direttamente nella tua casella email