A giugno 2025, MOAS – in qualità di membro del Forum consultivo dell’EUAA – ha partecipato alla prima conferenza sulla situazione dell’asilo in UE organizzata dall’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) a La Valletta, Malta. L’evento, che ha riunito politici, istituzioni europee, organizzazioni internazionali e attori della società civile, ha voluto affrontare una questione cruciale: l’asilo nell’UE è a un bivio? La giornata, alla quale hanno partecipato circa 1.000 persone, in presenza e online, ha segnato una fase importante dell’evoluzione della politica europea in materia di asilo e migrazione.
Preparare il terreno: il tema della conferenza
Il tema centrale dell’evento, “L’asilo nell’UE a un bivio?”, ha rispecchiato profondamente il clima attuale in Europa. Con i modelli migratori che cambiano e il panorama geopolitico che diventa sempre più complesso, l’UE si trova in un momento cruciale. La conferenza mirava a promuovere un dialogo significativo, rafforzando i partenariati e condividendo idee innovative per affrontare le sfide, sia a livello europeo che internazionale.
Come introduzione, il direttore esecutivo dell’EUAA Nina Gregori ha sottolineato l’importanza di una politica basata su dati concreti. Ha inoltre citato il Rapporto 2025 sull’asilo dell’EUAA, pubblicato di recente, come base per una discussione informata, osservando che dati e analisi solidi sono essenziali per elaborare risposte adeguate alle sfide della migrazione e dell’asilo.
Discussioni chiave: sfide e opportunità
Nel corso della giornata, i partecipanti si sono impegnati in discorsi chiave di alto livello e in discussioni di gruppo che hanno esplorato le seguenti tematiche:
- Le tendenze passate e future dell’asilo nell’UE
Guardando al futuro, la prima tavola rotonda, intitolata “Migrazione e asilo a un bivio: Dove arriveremo da qui?” ha invitato alti responsabili politici europei a riflettere sul futuro della politica migratoria europea. Makis VORIDIS, Ministro della Migrazione e dell’Asilo in Grecia, ha osservato che l’evoluzione della politica migratoria dell’UE va in una direzione più rigorosa, concludendo che una strategia di rimpatrio deve essere una componente essenziale di qualsiasi strategia migratoria seria. Ha inoltre sottolineato la necessità di sviluppare tale politica parallelamente al Patto sulla migrazione e l’asilo, accogliendo con favore la recente proposta della Commissione di un regolamento per un sistema europeo comune sui rimpatri (CESR). Mari RANTANEN, Ministro degli Interni finlandese, ha distinto tra migrazione per motivi di lavoro, protezione internazionale e strumentalizzazione delle persone migranti, parlando dell’importanza di regole chiare che affrontino tutti e tre i fenomeni, nonché la necessità di sforzi europei per la cooperazione con i Paesi terzi nella gestione della migrazione. Nello stesso panel, Andi MAHILA, viceministro degli Interni dell’Albania, si è soffermato su quanto l’unione tra i paesi europei sia cruciale, osservando che “migrazione e asilo non sono semplici sfide, ma riflettono i valori che difendiamo”.
Michael SPINDELEGGER, Direttore generale del Centro internazionale per lo sviluppo delle politiche migratorie (ICMPD), ha concluso parlando della tendenza alla diminuzione delle domande di asilo presentate nell’UE. Questo è il risultato di un intenso lavoro da parte delle istituzioni e agenzie europee, delle amministrazioni nazionali e di altre parti interessate, ma anche di cambiamenti geopolitici che hanno determinato la recente diminuzione delle domande siriane e, al tempo stesso, l’aumento di quelle venezuelane – sottolineando la necessità di una cooperazione con le autorità statunitensi.
- Il patto sulla migrazione e l’asilo
Tornando al presente, una seconda tavola rotonda, intitolata “Lavorare insieme nell’UE: intensificare la gestione della migrazione e dell’asilo, di fronte alle crescenti sfide europee e internazionali“, ha visto la partecipazione di alti funzionari europei insieme all’UNHCR e all’OIM, che hanno riflettuto sul Patto sulla migrazione e l’asilo e sulla sua attuazione in corso. Il Direttore esecutivo dell’EUAA, Nina GREGORI, ha sottolineato l’importanza di un impegno politico costante per la realizzazione del Patto, un punto a cui hanno fatto eco Beate GMINDER, recentemente nominata Direttrice generale per la migrazione e gli affari interni presso la Commissione europea, e Kim FREIDBERG, Direttore per gli affari interni presso il Consiglio dell’UE. Gregori ha auspicato l’assegnazione di risorse sufficienti per sostenere l’attuazione del Patto a livello nazionale, anche all’interno degli organi giudiziari, e ha evidenziato l’ampio sostegno disponibile da parte dell’Agenzia e dei partner europei per ottimizzare le risorse limitate. Poiché il Patto entrerà in vigore a metà del 2026, Gminder ha riflettuto sulla transizione in corso verso le nuove leggi e sulla necessità di perfezionare alcuni elementi, facendo riferimento alle recenti proposte legislative della Commissione sul concetto di Paese sicuro. L’oratrice ha comunque auspicato un approccio equilibrato alla gestione della migrazione irregolare, che comprenda un maggiore impegno nei percorsi legali e nell’integrazione nelle comunità ospitanti.
Con le organizzazioni internazionali come partner chiave, Philippe LECLERC, direttore dell’Ufficio regionale per l’Europa dell’UNHCR, ha esortato sia i relatori che i partecipanti a non perdere di vista gli aspetti umani della migrazione, sottolineando che i rifugiati contribuiscono al PIL degli Stati membri dell’UE. Sullo sfondo del Rapporto sulle tendenze globali dell’UNHCR, che mostra oltre 122 milioni di sfollati forzati, ha ribadito la necessità di un’attuazione del Patto attenta alla protezione, garantendo un’effettiva solidarietà tra gli Stati membri e con le persone in cerca di aiuto. Ha inoltre riconosciuto la necessità di un approccio alla protezione internazionale basato sulle rotte migratorie, che garantisca una copertura più vicina ai Paesi d’origine. Lukas GEHRKE, Direttore dell’Ufficio Globale dell’OIM a Bruxelles, ha osservato che le cause dello sfollamento stanno aumentando, citando diversi esempi.
Tutti hanno concordato sul fatto che l’attuazione del Patto sta procedendo bene finora e che gli Stati membri saranno pronti, poiché la mancata attuazione non è un’opzione.
- Ripristinare la fiducia dell’opinione pubblica
I relatori hanno parlato della necessità di politiche di ingresso e di rimpatrio credibili come chiave per ripristinare la fiducia dei cittadini nella gestione della migrazione. Procedure trasparenti, eque ed efficienti sono state identificate come essenziali per mantenere l’integrità del sistema di asilo e sostenere i diritti fondamentali.
Il Rapporto EUAA sull’asilo 2025: Una base fattuale
Un momento saliente della conferenza è stata la presentazione del Rapporto EUAA sull’asilo 2025, che offre una panoramica completa dei principali sviluppi della legislazione, delle pratiche e delle politiche in materia di asilo in Europa nel 2024, con sintesi specifiche per Paese che illuminano i cambiamenti a livello nazionale.
Considerazioni finali
La conferenza è stata più di un forum politico: è stata una chiamata all’azione. Il bivio che il sistema di asilo dell’UE si trova ad affrontare richiede non solo una riforma legislativa, ma anche una collaborazione sostenuta, l’innovazione e un impegno costante nei confronti dei valori umanitari.
MOAS è orgogliosa di aver partecipato a questo evento storico e rimane impegnata a collaborare con i nostri partner per costruire un futuro più giusto e solidale per tutti coloro che cercano sicurezza in Europa.
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