Christmas is coming, the goose is getting fat.
Please put a penny in the old man’s hat
If you haven’t got a penny, a half penny will do
If you haven’t got a half penny, God bless you!
Quando si raccolgono offerte per beneficenza, c’è il rischio che le cause, i budget e le campagne solidali diventino opprimenti e alienanti per il singolo donatore. Inoltre, le necessità della comunità globale sembrano insormontabili quando cerchiamo donatori per quel piccolo extra che abbiamo nelle nostre tasche. Tuttavia, il potere della società civile, della coscienza collettiva o della generosità individuale non può essere sottovalutato. Sono i piccoli centesimi a creare denaro, che riempie le banche alimentari e offre un tetto a chi ne ha bisogno.
Il Giving Tuesday è una giornata online dedicata alla beneficienza, nata negli Stati Uniti per controbilanciare il consumismo e il materialismo del Black Friday. Il suo messaggio è chiaro: il valore del contributo più piccolo e modesto di una singola persona si vede direttamente nella dignità, nel conforto e nel sostegno che offre a chi ne ha bisogno.
Le piccole donazioni fatte online si traducono in servizi di beneficenza capaci di cambiare vite, resi possibili dai piccoli sacrifici di ogni donatore.
Il privilegio ha molte sfumature, e quasi tutti sperimentiamo, in un verso o nell’altro, forme di privilegio o mancanza di esso in qualche ambito della nostra vita.
Il Giving Tuesday e campagne simili ci sfidano a chiederci: “Qual è il mio privilegio e come posso metterlo a disposizione degli altri?”
Così facendo, non solo incoraggiamo gli altri, ma anche noi stessi, poiché impariamo che le azioni di una comunità sono molto più della somma delle sue parti e che, quindi, ogni individuo all’interno di essa può avere un impatto incredibile, grazie alla forza dell’azione collettiva.
Quest’anno, MOAS raccoglie fondi per sostenere i nostri eroi in prima linea nella guerra in Ucraina. Finora, i nostri team hanno salvato oltre 85.000 pazienti in condizioni critiche, operando in condizioni precarie tra bombardamenti e inverni brutali.
Quando parliamo con loro, un tema emerge sempre chiaramente: sapere che la missione è resa possibile grazie alle donazioni di privati è un fattore estremamente motivante e confortante. Si sentono supportati da una comunità internazionale di donatori che comprende i loro sforzi, rispetta il loro lavoro e li sostiene mentre combattono contro le devastazioni della guerra.
Abbiamo bisogno di donazioni per aiutarci a comprare farmaci, riparare ambulanze, pagare i nostri medici e autisti. Ogni giorno in cui MOAS opera, delle vite vengono salvate. Sono i piccoli centesimi a creare denaro, che permette di riportare un padre a casa dai suoi figli, che altrimenti sarebbero stati orfani di guerra.
Domani, nel mezzo del trambusto e degli impegni delle vostre vite, vi chiediamo di pensare a noi e di donare quello che potete.
Non è solamente un contributo a un budget che ridurrà la sofferenza e salverà vite, ma è anche un messaggio di solidarietà e sostegno per i nostri team e i loro pazienti che affrontano il quarto inverno difficile di questa guerra.
Se avete un po’ di tempo libero oggi, durante il tragitto verso il lavoro o in un momento di pausa, vi chiediamo di collegarvi al nostro sito e leggere qualche capitolo del nostro libro, Sirens of Hope, che ha permesso al nostro personale ucraino di raccontare le proprie storie di guerra attraverso interviste personali.
E forse, invece di scorrere i social prima di andare a letto, potreste dedicare 45 minuti a guardare Hope Under Fire, il nostro film documentario che fa luce sulle nostre attività attraverso le testimonianze di chi le vive.
Per donare, visitate: www.moas.eu/donate