Giornata Mondiale dei diritti dei bambini: un focus sui bambini Rohingya nei campi rifugiati in Bangladesh

La Giornata Mondiale dei diritti dei bambini è stata istituita e celebrata per la prima volta nel 1954. La Giornata ha lo scopo di promuovere l’unione internazionale, la consapevolezza tra i bambini di tutto il mondo e il miglioramento del loro benessere. Questa ricorrenza offre alla comunità internazionale e agli individui la possibilità di celebrare e difendere i diritti dei bambini promuovendo dialoghi ed azioni inclusive che possano aiutare a costruire un mondo migliore per i più piccoli. Si tratta di un evento molto significativo, che aiuta a sensibilizzare e ad avviare discussioni anche sulle esperienze dei bambini migranti.

Oltre la metà dei rifugiati nel mondo sono bambini. Mentre negli ultimi anni il Bangladesh ha compiuto notevoli progressi nella riduzione della mortalità infantile, si stima che 1 bambino su 33 – la metà dei quali sono neonati – muoia ancora per cause prevenibili o curabili. Ci sono fattori intersecanti alla base di questi dati così preoccupanti.

I bambini che vivono nei campi profughi situati in Bangladesh si trovano spesso ad affrontare realtà estremamente difficili a causa di diversi fattori: malnutrizione diffusa, matrimoni precoci, mancanza di istruzione. Molti bambini sono costretti a rischiare la propria vita in cerca di sicurezza. Il nostro blog questa settimana si focalizza sulle esperienze dei bambini Rohingya, esplorando molte delle barriere che devono affrontare a causa dello sfollamento prolungato e della discriminazione sistemica. Nei campi profughi, ci sono attualmente più di 866,457 rifugiati Rohingya, di cui circa 460,000 sono bambini. Spesso non hanno accesso a sistemi educativi e a servizi sanitari adeguati e affrontano rischi quotidiani all’interno dei campi. La Giornata Mondiale dei diritti dei bambini inquadra i diritti umani fondamentali di un bambino, generando consapevolezza verso le minoranze spesso trascurate i cui diritti non vengono rispettati.

 

Il lavoro di MOAS in Bangladesh

Una delle principali minacce che i bambini Rohingya affrontano nei campi profughi sovraffollati di Cox’s Bazar è la morte per annegamento. Come abbiamo evidenziato nell’ultimo rapporto MOAS, un bambino rifugiato Rohingya muore annegando quasi ogni mese. Gli incidenti mortali di annegamento tra i bambini sotto i 5 anni di solito si verificano quando cadono in acqua mentre i genitori o i responsabili sono occupati con le faccende domestiche; per quanto riguarda i bambini in età scolare, gli incidenti mortali di annegamento si verificano comunemente mentre giocano o fanno il bagno senza la supervisione di un adulto e adottano comportamenti rischiosi, principalmente nei giorni senza scuola.

Queste tragedie nascono dalle condizioni disperate in cui versano i campi profughi del Bangladesh. L’infrastruttura del campo non è stata costruita con l’obiettivo di uno spostamento prolungato e la progettazione ad hoc dei campi ha reso gli alloggi e le strutture estremamente esposti alle intemperie. Durante la stagione dei monsoni, migliaia di case vengono spesso distrutte e l’ulteriore sfollamento costringe le famiglie a ricostruire ancora una volta le proprie vite. Queste persone sono già sopravvissute alle atrocità subite in Myanmar e sono costrette a vivere in uno spazio di incertezza finché le autorità della loro patria continueranno a negare loro i diritti umani fondamentali ed un loro ritorno sicuro in patria.

Dal 2019, MOAS fornisce competenze tecniche nei campi profughi con il #FloodAndWaterSafetyTraining e ha formato migliaia di volontari della comunità ospitante del Bangladesh e dei rifugiati Rohingya in materia di sicurezza in caso di inondazioni e di addestramento al soccorso in acqua.

Come ha dichiarato Regina Catrambone, cofondatrice e direttrice di MOAS: “I volontari formati nei campi grazie alla consulenza tecnica fornita dal MOAS possono agire come primi soccorritori in caso di emergenze legate all’acqua e quindi salvare vite umane, comprese quelle dei bambini. Ci auguriamo che un simile addestramento salvavita rivolto ai bambini possa essere implementato in futuro, insieme ad altri interventi preventivi, come l’installazione di recinzioni e barriere intorno agli stagni non sicuri, ove necessario, una maggiore supervisione e l’insegnamento ai bambini in età scolare di sicurezza idrica di base e abilità di salvataggio”.

 

Considerazioni finali

MOAS continuerà con il suo lavoro e con i suoi progetti in Bangladesh volti a fornire assistenza ai rifugiati Rohingya presenti nei campi.

In questa giornata internazionale, la comunità globale deve capire che la minaccia per i bambini Rohingya non finisce quando attraversano il confine con il Bangladesh: le condizioni nei campi profughi possono essere pericolose a causa del duro ambiente e della mancanza di infrastrutture, e i rifugiati vulnerabili, soprattutto i bambini, sono quelli più esposti ai pericoli all’interno del campo.

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