Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: i minori non accompagnati e la necessità di vie sicure e legali

Il 20 novembre ricorre l’anniversario dell’adozione, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sia della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo, nel 1959 che della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, nel 1989. Per questo motivo, le Nazioni Unite e la comunità internazionale hanno fissato questa data per celebrare la Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

In questa occasione vogliamo parlare di tutti i minori che si trovano ad affrontare guerre, persecuzioni, migrazione e che rappresentano il 40% della popolazione sfollata nel mondo. I minori che si trovano in queste situazioni sono costretti a lasciare la propria casa senza la possibilità di vivere un’infanzia serena, soffrono la fame, sono colpiti da malattie e hanno accesso limitato o nullo ai servizi essenziali. Molti di loro perdono i genitori e sono costretti a intraprendere da soli pericolosi viaggi per raggiungere la salvezza. Dato che si trovano in una condizione di vulnerabilità, rischiano di essere vittime di abusi come la tratta di esseri umani, i matrimoni precoci o la riduzione in schiavitù. Con oltre 31 milioni di minori sfollati in diverse aree del mondo, è fondamentale affrontare il problema, poiché si tratta di persone vulnerabili che necessitano urgentemente di protezione.

MINORI MIGRANTI NON ACCOMPAGNATI

Questa settimana parliamo in particolare dei minori migranti non accompagnati, con l’intento di approfondire le specifiche difficoltà che incontrano e le normative che regolano la loro condizione nei Paesi che li accolgono.

I minori non accompagnati, dal punto di vista legale, sono classificati: “Minori, come definiti dall’Art.1 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, che sono stati separati da entrambi i genitori e altri parenti e che non hanno un adulto che per legge o prassi ne sia responsabile.”

Nel contesto della migrazione, i minori separati da entrambi i genitori o da altri adulti responsabili sono generalmente definiti minori migranti non accompagnati.

Oggi, 1 migrante su 8 è un bambino. Dei 33.200 minori arrivati in Europa nel 2019 (di cui il 38% femmine e il 62% maschi), circa 9.000 erano non accompagnati. I minori sono costretti a viaggiare da soli lungo pericolose rotte migratorie per fuggire da persecuzione e guerra e per riunirsi con i membri della propria famiglia o per cercare migliori opportunità di vita.

A causa della loro vulnerabilità, i minori migranti, specialmente se non accompagnati, necessitano di protezione specifica e appropriata, anche in merito alle misure messe in atto per la loro tutela. Le condizioni di accoglienza per i minori migranti non accompagnati variano in base al Paese che li accoglie e alle sue capacità: ai minori spettano spesso servizi specifici, soprattutto in termini di alloggio e cure. Tuttavia, molti di essi scompaiono dopo la registrazione nel Paese di arrivo. Ciò può essere dovuto alle precarie condizioni abitative, o allo sconforto che li assale a causa dei lunghi tempi degli iter burocratici. Il rischio, una volta fuori dal sistema di protezione, è che diventino vittime di sfruttamento sessuale o lavorativo, che soffrano la fame, si trovino senza fissa dimora e siano esposti a seri rischi per la loro salute fisica e mentale.

L’IMPLEMENTAZIONE DI VIE SICURE E LEGALI

I minori che arrivano da soli in Europa sono spesso ostaggio nelle mani di trafficanti che li usano a fini di sfruttamento. Per fermare questo commercio di esseri umani occorre implementare dei percorsi legali di migrazione verso l’Europa ed altri Paesi di destinazione, dato che i trafficanti operano principalmente attraverso rotte irregolari.

L’implementazione di sistemi di asilo e di accoglienza permetterebbe di poter monitorare con maggior precisione questi minori e tutte le persone che arrivano nei Paesi di destinazione. Attraverso canali legali di ingresso come la riunificazione familiare, i visti per motivi di studio o lavoro o le sponsorship private, ci sarebbe la possibilità di compiere valutazioni preventive delle persone, inclusi i bambini, che desiderano lasciare il proprio Paese. Il viaggio verrebbe poi organizzato in maniera sicura.

È importante affrontare le lacune legislative sui minori non accompagnati, poiché fraintendimenti, zone grigie e situazioni poco chiare possono metterli in condizione di maggiore vulnerabilità. I minori non accompagnati che entrano in Europa, per esempio, hanno diritto a godere di determinate condizioni e possono ricongiungersi con i propri familiari o fare richiesta di asilo, prima di compiere 18 anni. Se raggiungono la maggiore età mentre i procedimenti sono in corso rischiano di perdere il diritto a queste opportunità. Le procedure di ricongiungimento familiare per i minori non accompagnati devono essere adeguatamente implementate, accorciando i tempi di attesa e cercando di ridurre i gap legislativi per permettere loro di riunirsi con i membri della famiglia il prima possibile.

È per questo che MOAS sostiene che l’implementazione di #VieSicureELegali sia essenziale per affrontare la questione migratoria con maggior efficacia e in modo sistematico. Assicurare un passaggio sicuro verso l’Europa permetterebbe di evitare la perdita di vite in mare o lungo pericolose rotte migratorie, oltre a ridurre il dramma del traffico di minori. Una volta che le persone, inclusi i bambini, arrivano nei Paesi di destinazione, è essenziale fare in modo che le procedure burocratiche e legali siano rapide ed efficienti, per evitare che vengano a trovarsi in condizione di irregolarità che potrebbero esporli a rischi ulteriori.

Firma la nostra campagna per #VieSicureELegali e dai il tuo contributo affinché le persone migranti, inclusi i minori, non debbano rischiare la vita in cerca di salvezza: https://www.moas.eu/it/viesicureelegali/

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