Eroi in Prima Linea: Incontro con la Squadra di Evacuazione di MOAS

Ogni giorno, le nostre squadre estraggono persone con ferite gravissime dalla linea del fronte in Ucraina. Spesso si tratta di pazienti con gravi emorragie, traumi complessi o condizioni potenzialmente letali che richiedono cure immediate. Dopo aver stabilizzato i pazienti negli ospedali militari, i nostri team continuano a fornire cure per tutta la durata del trasporto verso l’ospedale.

Questo lavoro richiede competenze elevate, fiducia reciproca e sangue freddo in momenti in cui tutto può cambiare senza preavviso. Per questo motivo, le nostre squadre operano di solito in gruppi di tre persone, composti da un autista e due operatori sanitari che conoscono a fondo le abitudini, il ritmo e lo stile di comunicazione l’uno con l’altro, imparando a capirsi senza bisogno di parlare. Questo legame stretto diventa essenziale quando la pressione è alta e ogni secondo conta.

Oggi vogliamo presentare uno di questi team e raccontare le storie delle persone che rendono possibile questa missione.

 

Inna Demyter

Anestesista e Caposquadra: Mani Ferme e Mente Salda

Prima dell’invasione russa, Inna ha lavorato per otto anni come anestesista, occupandosi di pazienti in condizioni critiche e con gravi emorragie. La gestione di traumi complessi era quindi già parte del suo quotidiano. 

Quando il conflitto si è inasprito, ha continuato a lavorare in ospedale e ha iniziato a fare volontariato in un ospedale militare che aveva urgente bisogno di anestesisti. Dopo qualche tempo, è entrata a far parte di MOAS.

Inna descrive MOAS come un reparto ospedaliero all’interno di un’ambulanza, con la differenza che tutto avviene in movimento e in uno spazio limitato. 

I suoi compiti includono supporto respiratorio, mantenimento della pressione sanguigna, monitoraggio dei parametri vitali e gestione delle emorragie da ferite chirurgiche durante il trasporto. 

Inna spiega che mantiene una distanza professionale per restare lucida: non è mancanza di emozioni, ma la disciplina necessaria quando una vita dipende dalle sue azioni.

Oggi Inna guida la sua squadra in una delle aree più intense della linea del fronte. È rinomata per la sua professionalità e calma sotto pressione. La sua motivazione è chiara: aumentare le probabilità di sopravvivenza degli ucraini che combattono per difendere i propri confini. 

Un episodio che ricorda bene è avvenuto durante il rientro da un’evacuazione quando la squadra si è imbattuta in un incidente stradale con tre uomini feriti. Hanno agito rapidamente e hanno salvato tutte e tre le vite. L’esperienza le ha ricordato quanto una squadra preparata possa fare la differenza.

La guerra ha cambiato la sua prospettiva: è diventata più resiliente e riflessiva, ma resta concentrata sul futuro, sognando un’Ucraina in pace.

 

Andrii Pivniuk

L’Autista il Cui Sangue Freddo Tiene la Squadra in Movimento

Prima di unirsi a MOAS, Andrii lavorava nelle vendite per un’azienda internazionale. La sua vita era programmata, strutturata e incentrata sui suoi obiettivi personali, ma la guerra ha cambiato le sue priorità. Ha capito che servire gli altri era più importante che fare carriera, così ha lasciato il mondo del business e si è unito alla missione di MOAS.

In quanto autista di un’ambulanza di terapia intensiva, porta sulle spalle una grande responsabilità: controlla il veicolo, pianifica il percorso, coordina le azioni con il personale medico e reagisce all’istante quando la situazione cambia. 

La sua concentrazione e attenzione ai dettagli garantiscono la sicurezza del paziente e dei medici. Nei momenti critici, la sua calma diventa un punto fermo per tutta la squadra.

Andrii afferma che la guerra gli ha insegnato cosa conta davvero: non i marchi né il successo materiale, ma i momenti in cui una vita viene salvata perché la squadra è arrivata in tempo. Senza cercare riconoscimenti, è diventato un punto di riferimento affidabile per il gruppo.

 

Natalia Kapitsia

Paramedica con un’Impareggiabile Dedizione alla Cura

Natalia ha lavorato per oltre vent’anni nella terapia intensiva pediatrica e nel reparto di anestesiologia. Si è presa cura dei pazienti più piccoli e vulnerabili e ha portato quella stessa dedizione nel suo lavoro con MOAS. Oggi fa parte di una squadra di evacuazione, dove offre un alto livello di competenza clinica e una forte dose di compassione.

I colleghi parlano di lei con grande rispetto: ne apprezzano la sincerità, la gentilezza e la calma. È capace di individuare vene periferiche anche in pazienti con gravi perdite di sangue, con una precisione notevole, e di comprendere le necessità dei colleghi con un semplice sguardo, diventando un elemento essenziale di un team fluido ed efficace.

Natalia racconta che la guerra ha stravolto la sua vita: non poteva restare a guardare mentre il suo paese soffriva. La medicina militare era una novità per lei e la gravità delle ferite da combattimento quali amputazioni, traumi da schegge ed emorragie massive, è stata uno shock all’inizio. Racconta che il dolore di vedere tanta sofferenza è reale, ma resta concentrata perché è consapevole del motivo per cui è lì. Si prende cura di ogni paziente con profonda umanità, facendo tutto il possibile affinché ogni paziente possa sopravvivere.

 

Tre Strade che si Incontrano sulla Linea del Fronte

Natalia, Inna e Andrii provengono da percorsi diversi, ma condividono lo stesso scopo: affrontare il pericolo per portare altre persone in salvo. Si fidano completamente l’uno dell’altra, e questa fiducia guida ogni evacuazione che realizzano. Il loro lavoro salva vite ogni giorno e mostra la forza, il coraggio e l’umanità che alimentano questa missione.

 

Il tuo sostegno può fare la differenza. Ti invitiamo a prendere in considerazione la possibilità di fare una donazione per aiutarci a portare avanti la nostra missione e salvare vite umane. Visita il sito www.moas.eu/donate  per contribuire. Per ulteriori aggiornamenti sul nostro lavoro, seguici sui social media, iscriviti alla nostra newsletter o contattaci all’indirizzo [email protected] .

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