Corridoi umanitari

“I corridoi umanitari sono un messaggio all’Europa per ricordarle che costruire muri non è la soluzione alla crisi migratoria.”

Paolo Gentiloni, Ministro degli Affari Esteri, in occasione dell’arrivo di un gruppo di rifugiati a Fiumicino il 29 febbraio 2016

MOAS, avendo fatto diretta esperienza dei terribili viaggi migratori che persone disperate intraprendono ogni giorno per fuggire da povertà, conflitti e altre difficoltà, è fortemente convinta della necessità di canali migratori alternativi sicuri e legali. Per questo motivo abbiamo lanciato un appello per l’adozione di vie sicure e legali in tutto il mondo per impedire che altre persone migranti cadano nelle mani di trafficanti di esseri umani o che intraprendano pericolosi viaggi migratori. Questa settimana approfondiamo i corridoi umanitari e perché potrebbero rappresentare una valida alternativa allo status-quo.

Cosa sono i Corridoi Umanitari?

I corridoi umanitari sono vie sicure e legali realizzate dalla cooperazione tra le organizzazioni della società civile e del Paese ospitante. Uno degli obiettivi principali dei corridoi umanitari e’ quello di evitare che le persone migranti percorrano le pericolose rotte del Mediterraneo, dove dal 2014 a oggi hanno perso la vita quasi 20.000 persone. I corridoi umanitari, fornendo un visto umanitario per l’accesso legale, riducono il rischio di sfruttamento dei migranti più vulnerabili da parte dei trafficanti di esseri umani.

Un approccio strutturato e non emergenziale è anche molto più economico sia per la comunità internazionale che per i Paesi ospitanti, attraverso il coordinamento interstatale e la semplificazione delle procedure.

La concessione dei visti umanitari migliora il monitoraggio e la gestione del fenomeno prima dell’arrivo sulle coste europee. La capacità di monitorare anticipatamente i casi, i controlli di sicurezza e le procedure di asilo aumenta la sicurezza dei Paesi ospitanti e garantisce una migliore preparazione per le attività di integrazione.

Come funzionano i corridoi umanitari?

I corridoi umanitari sono frutto di un Protocollo d’intesa tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese, la Cei-Caritas e il governo italiano. Le associazioni inviano sul posto dei volontari, che prendono contatti diretti con i rifugiati nei paesi interessati dal progetto, predispongono una lista di potenziali beneficiari da trasmettere alle autorità consolari italiane, che dopo il controllo da parte del Ministero dell’Interno rilasciano dei visti umanitari con Validità Territoriale Limitata, validi dunque solo per l’Italia. Una volta arrivati in Italia legalmente e in sicurezza, i profughi potranno presentare domanda di asilo.

Per poter rilasciare visti umanitari, le organizzazioni coinvolte creano dapprima una lista di potenziali beneficiari tramite partnerships (per esempio ONG o chiese e associazioni locali) nei Paesi coinvolti nel progetto di corridoio umanitario. La lista dei potenziali beneficiari di visti umanitari viene poi inviata alle autorità consolari italiane dei Paesi coinvolti, così da essere revisionata dal Ministero degli Interni italiano. I visti umanitari vengono infine rilasciati dai consolati italiani secondo l’articolo 25 del Regolamento CE N° 810/2009 del 13 luglio 2009, che permette a uno Stato membro di rilasciare visti per ragioni umanitarie, per ragioni di interesse nazionale o per obblighi internazionali. Il rilascio di visti umanitari segue poi un processo molto più severo e formalizzato rispetto al sistema attuale.

Inoltre, le organizzazioni coinvolte in questa iniziativa si impegnano a fornire assistenza legale a coloro i quali viene concesso il visto umanitario, oltre ad alloggio e accoglienza per un ragionevole periodo di tempo. Viene anche offerto loro sostegno economico per il trasferimento e sostegno per la loro integrazione in Italia, come opportunità di imparare l’italiano o assistenza nella ricerca di impiego. Una volta che le persone sono arrivate in Italia tramite questa via sicura e legale, possono procedere con la loro richiesta di asilo.

“Un buon esempio di ciò che l’Europa può fare per aiutare i migranti e per gestire gli attuali flussi di rifugiati.”
Nils Muižnieks, Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, 2 marzo 2016

Come sono finanziati i corridoi umanitari?

Il progetto è autofinanziato dalle organizzazioni che promuovono i corridoi e non dallo Stato. Il vicepresidente del Parlamento Europeo ha ribadito che una sfida chiave di questa iniziativa è quella di includere i finanziamenti per i Corridoi Umanitari Europei nel quadro finanziario dell’UE per il 2021-27, poiché un sostegno finanziario significativamente più grande porterebbe a un sistema più forte ed efficace in tutta Europa.

Conclusioni

I corridoi umanitari sono dunque un modello facilmente replicabile in tutta Europa, non solamente da associazioni o individui privati. Tuttavia, se si vuole seriamente ridurre la migrazione irregolare attraverso canali legali è allora necessario che ci sia una risposta europea unita. È per questo motivo che MOAS auspica che tutti i Paesi europei concretizzino il loro impegno per incrementare le vie migratorie sicure e legali, condividendo la responsabilità che tutti abbiamo nei confronti delle persone migranti.

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