Cambiamento climatico e conflitti: un circolo vizioso che richiede un’azione urgente

Il cambiamento climatico e i conflitti sono due delle crisi più urgenti del nostro tempo. Sebbene ognuna di esse sia devastante di per sé, la loro intersezione crea un’emergenza umanitaria che si manifesta con maggiore intensità negli Stati più fragili. Per le organizzazioni umanitarie come MOAS, comprendere e affrontare tale relazione è essenziale per salvare vite umane e consolidare la resilienza.

 

Come il cambiamento climatico e i conflitti si alimentano a vicenda

Il cambiamento climatico agisce come un amplificatore delle minacce, intensificando le linee di frattura esistenti nelle società. Di solito non causa direttamente i conflitti, ma ne aumenta i rischi. Quando siccità, inondazioni ed eventi meteorologici estremi distruggono i raccolti e i mezzi di sussistenza, le persone perdono reddito e sicurezza. Questo può determinare migrazione, competizione per le risorse in diminuzione e, infine, violenza.

I conflitti, a loro volta, minano il sistema (governo, infrastrutture, coesione sociale) di cui le comunità hanno bisogno per adattarsi a un clima che cambia, rendendo quasi impossibile la ripresa dagli shock climatici e lo sviluppo della resilienza. Inoltre, i conflitti distruggono gli ecosistemi e rilasciano grandi quantità di carbonio nell’atmosfera, accelerando il cambiamento climatico. Ecco uno sguardo più dettagliato a questo circolo vizioso.

 

Come il cambiamento climatico alimenta i conflitti

Shock economici e crisi dell’agricoltura: I cambiamenti climatici riducono la produttività agricola a causa della siccità, delle piogge imprevedibili e del degrado dei terreni. Questa perdita di reddito spinge le famiglie verso la povertà e mina la sicurezza alimentare, soprattutto nelle società rurali. In Somalia e in Sud Sudan, ad esempio, le perdite di raccolto causate dal clima hanno portato a razzie di bestiame, violenze locali e al crollo dei mezzi di sussistenza tradizionali.

Competizione per le risorse e migrazione: Quando la terra e l’acqua utilizzabili diventano scarse per via del riscaldamento globale, le persone sono costrette a spostarsi, spesso in comunità che già versano in difficoltà. Questa migrazione può innescare tensioni tra i nuovi arrivati e le popolazioni ospitanti, in particolare nelle aree in cui esistono già divisioni etniche o religiose. Nella regione sudanese del Darfur, la siccità e la desertificazione hanno spinto i pastori nomadi e gli agricoltori stanziali a entrare in competizione diretta.

Tensione sociale e fragilità politica: Quando i governi non sono in grado di rispondere agli shock ambientali ed economici, la sfiducia dell’opinione pubblica aumenta. In Siria, la peggiore siccità mai registrata (2006-2011) ha devastato i mezzi di sussistenza rurali, costringendo oltre un milione di persone a migrare verso le città. La pressione sociale che ne è derivata ha contribuito a creare disordini e alla fine ha portato al conflitto civile.

 

Impatto dei conflitti sul clima e resilienza

I conflitti non solo amplificano gli effetti del cambiamento climatico, ma minano anche la resilienza e accelerano i danni ambientali.

Degrado ambientale: Il conflitto spesso comporta la distruzione delle risorse naturali. Le foreste si incendiano, le fonti d’acqua sono avvelenate e i terreni agricoli distrutti. Queste tattiche di “terra bruciata” liberano il carbonio, eliminano la vegetazione vitale ed erodono il suolo, rendendo più difficile il recupero degli ecosistemi e delle comunità.

Interruzione dell’adattamento e della ripresa: I conflitti devastano le infrastrutture essenziali, compresi i sistemi idrici, le strade e le strutture sanitarie, rendendo quasi impossibile per le popolazioni colpite adattarsi agli shock climatici o ricostruire dopo i disastri, rendendole a loro volta più vulnerabili a ulteriori conflitti. In Sudan e in Siria, ad esempio, il crollo dei servizi di base ha lasciato milioni di persone senza accesso all’acqua potabile, all’assistenza sanitaria o a un riparo sicuro.

Crisi sanitarie: I disastri legati al clima aumentano la diffusione di malattie trasmesse dall’acqua e da vettori, peggiorano la malnutrizione ed espongono le popolazioni a stress da calore e malattie respiratorie. I conflitti distruggono le infrastrutture sanitarie, limitano l’accesso alle cure e interrompono i sistemi di vaccinazione e di sorveglianza delle malattie.

Emissioni di gas serra: Carri armati, aerei e convogli di rifornimento bruciano grandi quantità di combustibili fossili. La distruzione delle infrastrutture urbane e dei siti industriali rilascia ulteriori emissioni. L’impronta ambientale dei conflitti è spesso trascurata, eppure il suo impatto può persistere per decenni.

Negli esempi citati, l’interazione tra stress climatico e conflitto crea un circolo vizioso. In parole povere, il cambiamento climatico alimenta il conflitto e il conflitto aggrava la crisi climatica e la nostra capacità di reagire.

 

Come risponde MOAS

Nell’Ucraina devastata dalla violenza, MOAS fornisce evacuazioni mediche in prima linea, assicurando che i soldati feriti durante il conflitto ricevano cure urgenti. La situazione ha provocato la distruzione delle infrastrutture e complicato l’accesso ai servizi di base, rendendo il nostro lavoro più necessario che mai.

MOAS sta inoltre rispondendo alle crisi umanitarie in Yemen, Somalia e Sudan. In Yemen e Somalia forniamo aiuti alimentari, mentre in Sudan ci occupiamo di assistenza medica e nutrizionale alle comunità devastate dal conflitto e dagli shock climatici. Il nostro ultimo carico di alimenti terapeutici è partito di recente dagli Stati Uniti e dovrebbe arrivare a Port Sudan entro la fine del mese. Offrirà un sostegno vitale a circa 4.500 bambini e madri.

 

Da soli stiamo combattendo solo i sintomi – insieme dobbiamo affrontare le cause

Gli aiuti umanitari sono essenziali, ma possono affrontare solo i sintomi immediati di una crisi molto più profonda. Per spezzare il circolo vizioso, bisogna:

  • Sostenere la costruzione della pace, un governo giusto e la coesione sociale.
  • Accelerare l’azione per il clima riducendo le emissioni, investendo nell’adattamento e sostenendo mezzi di sussistenza nelle regioni vulnerabili.
  • Costruire infrastrutture e sistemi in grado di resistere agli shock ambientali e politici per rafforzare la resilienza.

L’interrelazione tra cambiamenti climatici e conflitti è una tragica realtà che colpisce milioni di persone. Le organizzazioni umanitarie come MOAS salvano vite umane, ma un cambiamento duraturo dipende da un impegno globale per la pace, giustizia climatica e resilienza. Dobbiamo andare oltre il semplice trattamento dei sintomi e lavorare insieme per affrontare le cause alla radice, garantendo un futuro più sicuro e sostenibile per tutti.

 

 

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