10 anni dopo la guerra civile in Siria ha colpito una generazione di bambini

La Primavera Araba è stata una serie di proteste antigovernative, rivolte e ribellioni armate che si sono diffuse in gran parte del mondo arabo a partire dal 2010. Iniziato in risposta alla corruzione e alla stagnazione economica, questo fenomeno è stato innescato dalla rivoluzione tunisina. È in questo clima che sono iniziate le proteste in Siria. Nel marzo del 2011 gli studenti della città di Deraa, nel sud della Siria, hanno disegnato simboli rivoluzionari sui muri di una scuola. Gli adolescenti sono stati successivamente arrestati e torturati e le manifestazioni in loro favore sono state accolte con il fuoco aperto delle forze governative. Molti civili sono stati uccisi e sono scoppiati disordini in tutto il Paese. Centinaia di migliaia di manifestanti hanno marciato in tutta la Siria chiedendo riforme e le dimissioni dell’allora riconosciuto presidente Bashar a-Assad. L’amministrazione ha però rifiutato e il regime ha risposto con una brutale repressione. Questi eventi si sono trasformati in una guerra civile che persiste tutt’oggi, 10 anni dopo. 

Questo lungo conflitto interno ha provocato lo sfollamento forzato di circa 13,5 milioni di siriani. 6,8 milioni sono diventati rifugiati e richiedenti asilo in quella che è diventata “la più grande crisi di sfollamento al mondo per 11 anni consecutivi“. I siriani in esilio sono fuggiti nelle regioni confinanti e in tutto il mondo, vivendo in condizioni precarie, in cerca di sicurezza e protezione. Altri 6,7 milioni di persone sono sfollate all’interno del Paese. Ancora oggi i siriani continuano a fuggire dalle loro case a causa delle condizioni di vita insopportabili.  

Un rapporto della World Vision del 2021 ha rilevato che gli sfollati hanno citato tre ragioni principali per la fuga: l’estrema violenza associata all’escalation del conflitto; esaurimento e completo collasso delle infrastrutture; la mancanza di opportunità e le ripercussioni del conflitto sui bambini. 

Violenza e decimazione della popolazione 

I rapporti sulla violenza e la morte nel Paese variano. Le stime suggeriscono che almeno 350,000 civili sono stati uccisi. Altri rapporti sostengono che quel numero possa arrivare fino a 606,000Quasi la metà delle persone uccise sono bambini. L’ONU stima che un bambino venga ferito o muoia ogni 8 ore in Siria e si ritiene che questa statistica sia coerente nell’ultimo decennio. Anche i bambini che sopravvivono in aree di conflitto corrono il rischio di essere costretti a fare i soldati, alcuni vengono arruolati quando hanno appena 7 anni. La violenza è diminuita nel corso del decennio, ma le uccisioni, i bombardamenti, i rapimenti e altre forme di danno continuano a ripercuotersi su ogni altro aspetto della vita in Siria.  

Anche le comunità e le strutture sono state decimate. Solo circa la metà di tutte le strutture sanitarie è perfettamente funzionante e più di 8 milioni di persone non hanno accesso ad acqua corrente. Inoltre, milioni di bambini non vanno a scuola a causa della guerra. Un terzo delle scuole è stato danneggiato, distrutto o occupato dai militari o da gruppi di sfollati. Le Nazioni Unite hanno confermato circa 700 attacchi alle strutture educative dall’inizio del conflitto. I bambini che possono continuare la loro istruzione lo fanno anche in condizioni non sicure e insalubri. 

Povertà, insicurezza alimentare e gli effetti della violenza 

A causa del conflitto, nella regione regna la povertà. Circa l’80% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Incapaci di trovare lavoro o risorse sicure, i siriani lottano quotidianamente per sbarcare il lunario. 

Questa povertà non solo contribuisce ulteriormente al deterioramento del tessuto sociale, ma anche al collasso della salute fisica delle persone colpite. Con la mancanza di risorse economiche, molti genitori sono costretti a ridurre o spesso eliminare il cibo9,3 milioni di persone sono diventate ‘insicure’ dal punto di vista alimentare. Dall’inizio della guerra civile beni di prima necessità come carne, frutta e verdura si sono tramutati in beni di lusso. Le famiglie hanno spesso riportato una dieta di solo riso e fagioli per settimane con molti pasti saltati frequentemente o giornalmente. 

Senza adeguate scorte di cibo un’intera generazione di siriani è minacciata dalla malnutrizione. Nel 2020 Save the Children ha scoperto che “il 65% dei bambini non mangia una mela, un’arancia o una banana da almeno tre mesi. Nel nord-est della Siria, quasi un quarto dei bambini ha affermato di non aver mangiato questi frutti da almeno nove mesi”. Una madre ha riferito di aver risparmiato per tre settimane per comprare una singola mela che ha diviso tra i suoi cinque membri della famiglia. Il responsabile della risposta per l’organizzazione, Sonia Khush, ha dichiarato che ‘i bambini malnutriti affrontano una miriade di rischi per la loro salute e il loro benessere, come l’arresto della crescita*, che limita la capacità dei piccoli di combattere le malattie, aumenta la probabilità di ansia e depressione e porta a prestazioni scadenti a scuola’.  

L’insicurezza e la guerra hanno avuto un effetto devastante sulla salute della popolazione e in particolare sul benessere psicofisico dei bambini siriani. I bambini sotto i 10 anni hanno conosciuto solo violenza, povertà e fame. Molti affrontano impatti psicologici estremi dall’essere testimoni e dall’esperienza di violenza. Ad esempio, secondo uno studio dell’Università della Columbia del 2015, dal 50 al 57% dei bambini e degli adulti siriani soffre di disturbo post traumatico da stress (PTSD) e un ulteriore 30% riferisce sintomi di depressione. L’ONU riferisce che nel 2020 i bambini che mostravano segni di disagio psico-sociale sono raddoppiati a causa dell’esposizione prolungata a “violenza, shock e traumi”. 

I bambini siriani sfollati stanno anche affrontando tassi più elevati di matrimoni precoci in età sempre più giovani. Ciò è preoccupante poiché gli studi dimostrano che più una persona è giovane al momento del matrimonio, specialmente quando è sposata con partner adulti, più è probabile che subisca violenza domestica e abusi sessuali. Questa tendenza colpisce in particolare le bambine che a loro volta devono affrontare ulteriori barriere per l’accesso all’istruzione e maggiori problemi di salute mentale e fisica. 

Fattori critici e inviti ad agire  

L’impatto sulle famiglie siriane è stato aggravato dalla pandemia di Covid-19. Da marzo a settembre 2020 il numero di bambini con insicurezza alimentare in tutto il Paese è cresciuto drasticamente. In un solo anno il costo del cibo è aumentato di oltre il 230%. La recente instabilità della lira turca ha anche intensificato i problemi economici per i siriani sfollati. Rifugiati e richiedenti asilo sono sempre più respinti dalle guardie di frontiera del paese, mentre le organizzazioni di soccorso e le agenzie di supporto non riescono ad aiutare tutti. 

Le organizzazioni umanitarie in tutta la regione e nel mondo chiedono maggiori risorse, supporto e azione. Famiglie e bambini non possono più vivere in queste circostanze. La sopravvivenza mentale e fisica di una generazione dipende dal miglioramento. Il capo delle Nazioni Unite per i diritti umaniMichele Bachelet, esorta le persone a ricordare che “dietro ogni morte registrata c’era un essere umano, nato libero ed eguale, con pari dignità e diritti. Dobbiamo sempre rendere visibili le storie delle vittime, sia individualmente che collettivamente, perché l’ingiustizia e l’orrore di ciascuna di quelle morti dovrebbero costringerci ad agire”. 

Il lavoro di MOAS in Siria  

L’anno scorso MOAS è stato in grado di stabilire una nuova partnership con l’organizzazione non governativa Action for Humanity. L’organizzazione è stata fondata nel 2011 nel Regno Unito da un gruppo di medici il cui obiettivo era fornire assistenza e aiuto alle persone devastate da conflitti e guerre. Action for Humanity è specializzata nella fornitura di aiuti umanitari alle persone più vulnerabili colpite da conflitti, disastri e povertà estrema. Durante questo anno MOAS lavorerà in collaborazione con Action for Humanity per fornire aiuti nutrizionali agli ospedali della regione siriana di Raqqa: in quest’area le comunità hanno un disperato bisogno di integratori alimentari, ma purtroppo sono poco raggiunte da tali servizi.  

 

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