L’INIZIATIVA UMANITARIA MOAS PER L’EMERGENZA COVID-19: LA PRODUZIONE DI MASCHERINE IN BANGLADESH

Nell’ultima settimana MOAS ha avviato una serie di risposte umanitarie per l’emergenza COVID-19 tra cui un nuovo progetto per la produzione di mascherine da distribuire a Cox’s Bazar.

A causa della nuova pandemia di coronavirus MOAS ha sospeso i Flood and Water Safety Training programmati in Bangladesh. In questo momento tutte le nostre risorse e le nostre forze sono dedicate ad affrontare l’emergenza COVID-19. Nel villaggio di pescatori di Shamlapur, in collaborazione con NONGOR e con il sostegno economico dell’OIM, abbiamo trasformato il nostro workshop, che era stato originariamente creato per la produzione di piccoli equipaggiamenti per il salvataggio in acqua, in area destinata alla produzione di mascherine di cotone riutilizzabili.

Consapevole delle difficoltà nell’attuazione delle misure di prevenzione contro il virus nel contesto di Cox’s Bazar e dei campi profughi, MOAS ha proposto di trasformare il laboratorio in uno spazio per la produzione di mascherine. Sebbene siano fatte a mano, in assenza di specifiche maschere chirurgiche e di respiratori N95, costituiscono l’unica alternativa per prevenire la diffusione di ulteriori malattie.

Il prototipo sviluppato da MOAS per questo progetto, approvato dal dirigente sanitario di Cox’s Bazar, è stato supportato dall’OIM e adottato da numerosi partner, e verrà inoltre utilizzato da tutti i soggetti coinvolti.

Siamo lieti che questo progetto possa essere anche un’attività in grado di migliorare la situazione dei lavoratori della comunità ospitante, molti dei quali hanno perso il lavoro a causa della chiusura delle attività. Abbiamo coinvolto un fantastico team di sarti del luogo che lavorano nel centro di produzione e da casa per rendere il progetto ancora più accessibile. Stiamo acquistando tutti i materiali necessari per la produzione delle mascherine da aziende locali per supportare ulteriormente la comunità ospitante durante questo difficile periodo.

Nell’ultima settimana sono state realizzate più di 5000 mascherine. Oggi il team MOAS ha consegnato all’OIM le prime 3000 mascherine destinate a Polizia, Protezione Civile, Vigili del fuoco e CPP. Tutte le mascherine prodotte da MOAS saranno distribuite in tutta la regione. La consegna sarà coordinata dall’OIM e dagli amministratori locali i quali forniranno anche opuscoli informativi sulle misure igieniche di base e su come utilizzare e disinfettare efficacemente le mascherine.

Informazioni su MOAS

Fondata dalla famiglia Catrambone a seguito del naufragio avvenuto nell’Ottobre del 2013 al largo dell’isola di Lampedusa nel quale persero la vita 368 persone, MOAS costituisce un modello per l’impegno della società civile nella lotta alle crisi umanitarie nel mondo.

Al momento del lancio della prima missione, nell’agosto 2014, MOAS è stata la prima organizzazione non governativa ad aver condotto un’operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. In tre anni abbiamo salvato e assistito più di 40.000 bambini, donne e uomini nel  Mediterraneo centrale e nell’Egeo.

A seguito della sospensione delle operazioni SAR, avvenuta nell’agosto 2017, MOAS continua a monitorare la situazione in mare e a sostenere la creazione di vie sicure e legali per proteggere le persone disperate in fuga in cerca di pace e sicurezza. Nel dicembre 2017, in collaborazione con l’UNHCR,  abbiamo organizzato una missione di evacuazione aerea per permettere a 74 persone vulnerabili di lasciare Libia per raggiungere in sicurezza il Niger.

Nel settembre 2017 ci siamo spostati in Bangladesh, dove abbiamo consegnato 40 tonnellate di aiuti umanitari per sostenere la risposta del governo a seguito del massiccio afflusso di rifugiati Rohingya in fuga dalle violenze subite in Myanmar. A Cox’s Bazar abbiamo creato due Aid Stations, centri di primo soccorso,  per i campi profughi di Shamlapur e Unchiprang e per la comunità locale.

Alla fine del 2018 le Aid Stations MOAS avevano fornito cure e farmaci vitali a oltre 90.000 pazienti. Nell’aprile 2018, a seguito di alcuni tentativi da parte dei Rohingya di fuggire dal Myanmar via mare,  abbiamo condotto per un mese una missione di osservazione nel Mare delle Andamane, attirando  l’attenzione internazionale sulla necessità di una strategia coordinata di ricerca e salvataggio nella regione.

La nostra attuale missione in Bangladesh è ora focalizzata sui Flood and Water Safety Training destinati ai volontari Rohingya per la trasmissione di competenze relative ai pericoli della stagione monsonica. Mentre in Yemen, con il lancio della nostra nuova missione, stiamo fornendo farmaci salvavita e aiuti alimentari per la carestia e la malnutrizione alleviando le sofferenze e salvando vite umane.

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