{"id":58794,"date":"2025-09-29T09:39:32","date_gmt":"2025-09-29T07:39:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.moas.eu\/?p=58794"},"modified":"2025-09-29T09:41:24","modified_gmt":"2025-09-29T07:41:24","slug":"dal-silenzio-al-sostegno-il-benessere-mentale-nel-lavoro-umanitario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.moas.eu\/it\/dal-silenzio-al-sostegno-il-benessere-mentale-nel-lavoro-umanitario\/","title":{"rendered":"Dal silenzio al sostegno: il benessere mentale nel lavoro umanitario"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il settore umanitario nel 2025 \u00e8 consapevole di una sfida importante ma ancora <\/span><b>troppo spesso <\/b><b>ignorata<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: <\/span><b>la salute mentale e il benessere degli <\/b><b>operatori sul campo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Nelle zone di conflitto e nei centri di accoglienza, il personale umanitario \u00e8 sottoposto a una situazione di pressione enorme, dove si affrontano traumi, dilemmi morali e carichi di lavoro incessanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Eppure, per decenni, la salute mentale in questo settore \u00e8 rimasta una preoccupazione secondaria, se non addirittura ignorata. Oggi, prove sempre pi\u00f9 evidenti mettono in luce una realt\u00e0 urgente: sostenere la salute mentale degli operatori umanitari <\/span><b>non \u00e8 solo un obbligo morale, ma anche una necessit\u00e0 strategica per mantenere efficace il loro lavoro<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per organizzazioni come MOAS, la cui missione dipende dalla dedizione dei team in prima linea, garantire il benessere del personale \u00e8 fondamentale per continuare a salvare vite umane e costruire una resilienza a lungo termine.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Dietro i numeri: rischi per la salute mentale degli operatori umanitari<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I dati presentano un quadro drammatico. Una ricerca e una meta-analisi sistematica che ha coinvolto oltre 3.600 operatori umanitari ha rivelato che:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\"> Il disagio psicologico ha colpito fino al 52,8% dei membri dello staff.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\"> I tassi di ansia e depressione variano tra il 3,8% e il 39%.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\"> Il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">burnout <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">ha colpito fino a un terzo degli operatori, mentre la prevalenza del disturbo da stress post-traumatico ha raggiunto il 25% in alcuni contesti.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I fattori che mettono a rischio la salute mentale nel lavoro umanitario vanno ben oltre la resilienza individuale, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">in quanto connessi <\/span><b>alla natura del lavoro e ai suoi contesti difficili<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. L&#8217;esposizione costante a <\/span><b>eventi traumatici <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; dai conflitti agli sfollamenti di massa &#8211; pone gli operatori in situazioni in cui le <\/span><b>decisioni vitali<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> sono all&#8217;ordine del giorno, il che <\/span><a href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0292107\"><span style=\"font-weight: 400;\">pu\u00f2 portare nel tempo a <\/span><b>traumi secondari<\/b><\/a> <span style=\"font-weight: 400;\">o alla \u201cfatica da compassione\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, i carichi di lavoro pesanti, la carenza cronica di personale e le condizioni di vita difficili &#8211; spesso in zone remote o insicure, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">dove <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">riposo, privacy o servizi di base <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">sono <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">limitati &#8211; lasciano poco spazio al recupero. Le lacune organizzative, come un <\/span><b>sostegno psicosociale inadeguato, una comunicazione carente e la mancanza di formazione sulla gestione dello stress, <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">aumentano ulteriormente i rischi.<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0In pi\u00f9, le <\/span><b>donne e il personale pi\u00f9 giovane sono colpiti in modo sproporzionato<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, dovendo affrontare ulteriori difficolt\u00e0 legate alla <\/span><a href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0292107\"><b>violenza di genere<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, a un <\/span><b>minore potere decisionale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e a una <\/span><b>minore esperienza sul campo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> per sviluppare strategie di reazione<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Infine, lo stress mentale deriva spesso da scelte morali difficili, come dover dare la priorit\u00e0 a una comunit\u00e0 rispetto a un&#8217;altra a causa delle risorse limitate, sentirsi impotenti nel prevenire la sofferenza o affrontare ostacoli politici che impediscono <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019arrivo degli <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">aiuti.\u00a0 Da questo pu\u00f2 scaturire un <\/span><b>profondo senso di colpa, impotenza o tradimento<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, soprattutto quando i lavoratori si sentono non supportati dalle loro organizzazioni.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Rompere il silenzio: stigmi e barriere organizzative<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Uno degli ostacoli pi\u00f9 rilevanti al miglioramento della salute mentale nel settore umanitario \u00e8 lo stigma. In alcune organizzazioni, i disturbi psicologici sono <\/span><a href=\"https:\/\/ctg.org\/humanitarian-work-and-mental-health\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">ancora considerati una debolezza personale piuttosto che alcuni dei tanti <\/span><b>rischi professionali<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, scoraggiando cos\u00ec il dialogo aperto e l&#8217;intervento precoce. Anche quando si offre consulenza o sostegno psicosociale, l&#8217;accesso rimane<\/span><b> disomogeneo o incoerente<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, soprattutto per il <\/span><b>personale locale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> o per coloro che lavorano in <\/span><b>aree remote e ad alto rischio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><a href=\"https:\/\/ctg.org\/humanitarian-work-and-mental-health\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">Carichi di lavoro pesanti, risorse limitate e il senso dell&#8217;urgenza lasciano poco tempo ed energia per dare priorit\u00e0 al proprio benessere<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Allo stesso tempo, gli operatori umanitari, in particolare quelli esposti ad ambienti traumatici come i centri di accoglienza o le cliniche per le vittime dei conflitti, <\/span><a href=\"https:\/\/www.euronews.com\/health\/2024\/10\/11\/not-strong-enough-the-unspoken-mental-health-struggles-of-aid-workers\"><span style=\"font-weight: 400;\">spesso faticano a riconoscere o ammettere i propri bisogni.<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> A differenza delle persone che aiutano, la cui sofferenza \u00e8 visibile e riconosciuta, <\/span><b>la loro stanchezza e il loro trauma rimangono solitamente nascosti<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, rendendo difficile per i colleghi o i superiori rendersi conto di quanto stiano soffrendo o valutare se stanno affrontando bene la situazione.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Responsabilizzare gli attori locali: il benessere al centro della risposta umanitaria<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il personale locale spesso <\/span><b>sopporta i carichi emotivi e logistici pi\u00f9 pesanti<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, ma ha <\/span><a href=\"https:\/\/humanitarianadvisorygroup.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/HAG-HH-PPLL_Making-PPS-meaningful.pdf\"><span style=\"font-weight: 400;\">meno accesso alle risorse per prendersi cura della propria salute mentale<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">. Spesso <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">la gente sul luogo <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">la prima <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">a rispondere quando si verificano crisi, lavorando all&#8217;interno delle proprie comunit\u00e0 dove \u00e8 difficile vedere il confine tra vita professionale e personale. Questa vicinanza alla sofferenza di cui sono testimoni pu\u00f2 rendere il <\/span><b>lavoro ancora pi\u00f9 impegnativo dal punto di vista emotivo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, poich\u00e9 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">questi operatori <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">possono trovarsi a soccorrere vicini, parenti o amici mentre affrontano la stessa insicurezza e perdita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nonostante ci\u00f2, il personale locale deve spesso affrontare maggiori <\/span><b>ostacoli strutturali<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: meno opportunit\u00e0 di formazione sulla salute mentale, accesso limitato al supporto psicosociale e minore influenza nei processi decisionali. Di conseguenza, la sua voce potrebbe non essere ascoltata quando le organizzazioni elaborano politiche o assegnano fondi per il benessere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Supportare gli attori locali con <\/span><b>finanziamenti e formazione, attribuendo loro un reale potere decisionale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, non significa solo migliorare l&#8217;efficienza operativa, ma anche <\/span><b>proteggere coloro che rispondono in prima linea ai bisogni umanitari.<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Noi di MOAS riteniamo che <\/span><b>sostenere il benessere <\/b><b>mentale <\/b><b>di coloro che forniscono assistenza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, sia a livello locale che internazionale, sia la <\/span><b>chiave <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">per creare sistemi umanitari <\/span><b>resilienti<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><b>inclusivi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, in grado di <\/span><b>durare ben oltre la crisi immediata<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel difficile scenario del conflitto in Ucraina, gli esperti di MOAS, oltre alle loro conoscenze professionali e competenze pratiche nel fornire assistenza medica, hanno anche accesso a risorse specifiche per il sostegno psicologico ed emotivo. Questo permette loro di operare efficacemente in condizioni di forte stress nelle zone di combattimento, applicando metodi di auto-aiuto volti a <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">tutelare <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">la propria salute mentale. Tali misure includono garantire un riposo adeguato, la normalizzazione dei ritmi circadiani, un&#8217;attivit\u00e0 fisica regolare e l&#8217;introduzione di hobby nella loro routine.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Costruire una cultura della propria salute nel lavoro umanitario<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per proteggere davvero la salute mentale, le organizzazioni devono andare oltre le iniziative isolate e lavorare per creare una <\/span><b>cultura dell&#8217;attenzione <\/b><b>al benessere <\/b><b>degli operatori<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Questo significa <\/span><b>normalizzare le conversazioni su stress, <\/b><b><i>burnout <\/i><\/b><b>e traumi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, in modo che il personale si senta sicuro nel chiedere aiuto senza paura di essere stigmatizzato. <\/span><a href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0292107\"><span style=\"font-weight: 400;\">I <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">manager <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">dovrebbero essere formati per <\/span><b>riconoscere i primi segni di disagio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e rispondere in modo efficace<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, assicurando che servizi di supporto accessibili e riservati siano disponibili per tutti, indipendentemente dalla sede o dallo status lavorativo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Altrettanto importante \u00e8 <\/span><b>lasciare spazio al riposo e al recupero<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Orari flessibili, carichi di lavoro gestibili e pause regolari aiutano a prevenire l&#8217;esaurimento. L&#8217;introduzione di <\/span><b>pratiche olistiche<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, come sessioni di yoga e meditazione per alleviare la tensione, o attivit\u00e0 creative come la pittura e il disegno per elaborare le emozioni, pu\u00f2 offrire al personale <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">strumenti <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">per affrontare la pressione derivante dal vivere in ambienti ad alto rischio. Queste attivit\u00e0 non solo riducono lo stress, ma aiutano anche gli operatori umanitari a sviluppare una maggiore resilienza emotiva di fronte alle sfide continue.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le <\/span><a href=\"https:\/\/www.servicevolontaire.org\/livres\/developpement\/managing_stress_in_humanitarian_aid_workers_guidelines_for_good_practice.pdf\"><b>Linee guida Antares<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> offrono un quadro chiaro per questo approccio<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">. Esse invitano le organizzazioni umanitarie a <\/span><b>sviluppare politiche complete in materia di salute mentale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> che coprano l&#8217;intero ciclo di impiego, dall&#8217;attenta selezione e formazione sulla gestione dello stress prima delle missioni al <\/span><b>monitoraggio continuo durante le missioni e al debriefing strutturato<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> dopo le missioni. Promuovendo la cura preventiva, il supporto psicologico tempestivo e le strategie di auto-cura, <\/span><a href=\"https:\/\/digitalcommons.unf.edu\/cgi\/viewcontent.cgi?article=2367&amp;context=etd\"><span style=\"font-weight: 400;\">le linee guida garantiscono che il personale umanitario riceva gli strumenti e le risorse necessari per stare bene, lavorare in modo efficace e reintegrarsi nella propria vita personale dopo il ritorno dal campo.\u00a0<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Fondamentalmente, promuovere una cultura dell&#8217;assistenza che integri il sostegno organizzativo, le pratiche olistiche per il benessere e i quadri basati su dati concreti come le Linee guida Antares pu\u00f2 ridefinire il modo in cui gli operatori umanitari gestiscono le pressioni emotive del loro ruolo, consentendo loro di mantenersi in buona salute, sviluppare resilienza e continuare a servire efficacemente le comunit\u00e0 colpite da crisi a lungo termine.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Considerazioni finali<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Con l&#8217;aumento delle esigenze umanitarie nel 2025, la salute mentale e il benessere degli operatori non possono pi\u00f9 essere trascurati. L&#8217;evidenza \u00e8 chiara: senza personale sano e resiliente, le risposte umanitarie rischiano di diventare insostenibili, sia dal punto di vista operativo che etico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Rompere il silenzio sulla salute mentale, smantellare lo stigma e garantire che sia il personale locale che quello internazionale abbiano accesso a un sostegno significativo non sono optional, ma sono essenziali per il futuro dell&#8217;azione umanitaria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dalla promozione di politiche di salute mentale guidate da quadri di riferimento come le Linee guida Antares all&#8217;integrazione di pratiche olistiche come lo yoga, la meditazione e l&#8217;espressione creativa, le organizzazioni devono andare verso una cultura di assistenza proattiva e preventiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per MOAS e altri soggetti impegnati a servire le comunit\u00e0 in crisi, <\/span><b>assistere chi presta assistenza non \u00e8 solo una responsabilit\u00e0 morale, ma \u00e8 il fondamento di un lavoro umanitario efficace e duraturo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Investendo nel benessere di chi \u00e8 in prima linea, costruiamo team pi\u00f9 forti, comunit\u00e0 pi\u00f9 resilienti e un sistema umanitario pronto ad affrontare le sfide di domani.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Il tuo sostegno pu\u00f2 fare la differenza. Ti invitiamo a prendere in considerazione la possibilit\u00e0 di fare una donazione per aiutarci a portare avanti la nostra missione e salvare vite umane. Visita il sito\u00a0<\/i><\/b><a href=\"https:\/\/www.moas.eu\/it\/dona\/\"><b><i>www.moas.eu\/donate<\/i><\/b><\/a><b><i>\u00a0 per contribuire. Per ulteriori aggiornamenti sul nostro lavoro, seguici sui social media, iscriviti alla nostra newsletter o contattaci all\u2019indirizzo\u00a0<\/i><\/b><a href=\"mailto:info@moas.eu\"><b><i>info@moas.eu<\/i><\/b><\/a><b><i>\u00a0.<\/i><\/b><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-53977\" src=\"https:\/\/www.moas.eu\/wp-content\/uploads\/EUPA-logo-13-300x263.png\" sizes=\"auto, (max-width: 117px) 100vw, 117px\" srcset=\"https:\/\/www.moas.eu\/wp-content\/uploads\/EUPA-logo-13-300x263.png 300w, https:\/\/www.moas.eu\/wp-content\/uploads\/EUPA-logo-13.png 354w\" alt=\"\" width=\"117\" height=\"103\" \/>\u00a0 \u00a0 \u00a0<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-56841\" src=\"https:\/\/www.moas.eu\/wp-content\/uploads\/EN-Co-funded-by-the-EU_POS-1-300x63.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px\" srcset=\"https:\/\/www.moas.eu\/wp-content\/uploads\/EN-Co-funded-by-the-EU_POS-1-300x63.jpg 300w, https:\/\/www.moas.eu\/wp-content\/uploads\/EN-Co-funded-by-the-EU_POS-1-1024x215.jpg 1024w, https:\/\/www.moas.eu\/wp-content\/uploads\/EN-Co-funded-by-the-EU_POS-1-768x161.jpg 768w, https:\/\/www.moas.eu\/wp-content\/uploads\/EN-Co-funded-by-the-EU_POS-1-1536x322.jpg 1536w, https:\/\/www.moas.eu\/wp-content\/uploads\/EN-Co-funded-by-the-EU_POS-1-2048x430.jpg 2048w\" alt=\"Co-funded by the European Union\" width=\"257\" height=\"54\" \/><\/p>\n<p>Disclaimer:\u00a0<i>\u201cFunded by the European Union. Views and opinions expressed are however those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union or the European Education and Culture Executive Agency (EACEA). Neither the European Union nor EACEA can be held responsible for them.\u201d<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il settore umanitario nel 2025 \u00e8 consapevole di una sfida importante ma ancora troppo spesso ignorata: la salute mentale e il benessere degli operatori sul &#8230; <a title=\"Dal silenzio al sostegno: il benessere mentale nel lavoro umanitario\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.moas.eu\/it\/dal-silenzio-al-sostegno-il-benessere-mentale-nel-lavoro-umanitario\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Dal silenzio al sostegno: il benessere mentale nel lavoro umanitario\">Read more<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":58793,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"give_campaign_id":0,"nf_dc_page":"","footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"class_list":["post-58794","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog-it","generate-columns","tablet-grid-50","mobile-grid-100","grid-parent","grid-33","resize-featured-image"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dal silenzio al sostegno: il benessere mentale nel lavoro umanitario - MOAS<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.moas.eu\/it\/dal-silenzio-al-sostegno-il-benessere-mentale-nel-lavoro-umanitario\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dal silenzio al sostegno: il benessere mentale nel lavoro umanitario - MOAS\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il settore umanitario nel 2025 \u00e8 consapevole di una sfida importante ma ancora troppo spesso ignorata: la salute mentale e il benessere degli operatori sul ... 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