Migrants on board a rubber dinghy await rescue by the Malta-based NGO Migrant Offshore Aid Station (MOAS) in the central Mediterranean north of Sabratha on the Libyan coast

Nel terzo anniversario dalla sua fondazione, MOAS rinnova il suo impegno umanitario nel Mediterraneo

Sono passati tre anni da quando il 30 Agosto del 2014 MOAS ha soccorso per la prima volta un gruppo di migranti nel Mediterraneo. Prima iniziativa privata di ricerca e soccorso in mare, MOAS è stata fondata per evitare che sempre più persone perdessero tragicamente la vita in mare, e per richiamare l’attenzione della società civile europea sulla crisi umanitaria che si sta consumando nel Mediterraneo.

Divenuta un modello per molte altre organizzazioni e privati cittadini, MOAS in tre anni ha prestato soccorso ad oltre 40,000 persone tra il Mar Egeo ed il Mediterraneo Centrale, spinta dal suo credo che “Nessuno Merita di Morire in Mare”.

Per questo motivo, MOAS è stata la prima organizzazione di ricerca e soccorso a firmare lo scorso 31 Luglio il “Codice di Condotta” proposto dal Governo Italiano.

“MOAS ha firmato questo documento in solidarietà con il governo ed il popolo Italiano, gli unici in Europa che si impegnano ogni giorno per permettere ad organizzazioni come la nostra di far fede alla propria missione umanitaria consentendoci di sbarcare le persone che soccorriamo” ha commentato il fondatore di MOAS, Christopher Catrambone, il giorno della firma del Codice.

La necessità di rimanere in mare per prestare soccorso a migranti e richiedenti asilo nel Mediterraneo – che rimane tuttora la frontiera più letale al mondo – ha spinto MOAS a decidere anche di non sospendere le proprie operazioni, ma di continuare a portarle avanti come ha sempre fatto in questi tre anni.

In proposito, la co-fondatrice e direttrice di MOAS, Regina Catrambone, ha affermato: “Il Mediterraneo è sempre stato un teatro instabile e poco sicuro, e il clima non è certo cambiato adesso. Per questo MOAS ha sempre preso le dovute precauzioni e impiegato professionisti ed esperti nel campo della ricerca e soccorso; e per questo oggi più che mai non possiamo permetterci di interrompere le nostre operazioni: mentre rimaniamo qui a discutere sul da farsi per bloccare i flussi o evitare gli sbarchi, c’è chi continua a rischiare la vita in mare.”

MOAS è consapevole del fatto che le operazioni di ricerca e soccorso in mare non siano la soluzione all’attuale fenomeno migratorio di massa. Tuttavia, è decisa a fare il possibile per continuare la propria missione finchè ci saranno persone talmente disperate da continuare rischiare la propria vita sui cosiddetti “viaggi della morte”. Nel frattempo, MOAS da anni fa appello alle autorità europee per la creazione di corridoi umanitari che possano fungere da alternativa sicura ai più vulnerabili in cerca di asilo internazionale.

Di seguito e in allegato:

Cos’è MOAS

MOAS è una ONG che si dedica a offrire servizi professionali di ricerca e soccorso sulla rotta migratoria più letale al mondo: il mare. Fondata inizialmente dai coniugi Christopher e Regina Catrambone come iniziativa privata nel 2014, MOAS è stata la prima ONG a pattugliare il Mediterraneo al fine di salvare migranti e rifugiati che intraprendono il pericoloso viaggio dalla Libia all’Europa. Da allora MOAS è divenuta un’organizzazione internazionale che ha salvato ed assistito oltre 40.000 bambini, donne e uomini nel Mediterraneo Centrale e nel Mar Egeo. Attualmente MOAS sta conducendo la sua quarta missione di Ricerca e Soccorso nel Mediterraneo Centrale, avviata lo scorso 1 Aprile.

Per maggiori informazioni si prega di contattare:

Federica Brunini [email protected] +356 79849591
Paula Galea [email protected] +356 79849591