MSF e MOAS salvano 369 persone durante la loro prima missione

Domenica pomeriggio, Migrant Offshore Aid Station (MOAS) e Medici Senza Frontiere (MSF) hanno portato a termine la prima operazione di soccorso nel Mediterraneo, a meno di 24 ore dall’avvio della missione congiunta di ricerca, soccorso e assistenza medica partita da Malta sabato 2 maggio a bordo della MY Phoenix.

Le due organizzazioni umanitarie hanno tratto in salvo 369 persone che erano stipate su un’imbarcazione di legno. Tra di loro c’erano anche 66 donne, di cui una incinta e 45 tra bambini e neonati. La maggior parte dei migranti soccorsi sono di nazionalità eritrea. Inoltre nella mattinata di lunedì, il team di MOAS e MSF ha collaborato al soccorso di altre 104 persone che sono state poi trasbordate su un’altra nave.

Durante il fine settimana, circa 6000 persone sono state tratte in salvo in varie operazioni di ricerca e soccorso nelle acque del canale di Sicilia coordinate dalla guardia costiera italiana.

Il team di MOAS e MSF opera a bordo della M.Y. Phoenix, una nave di 40 metri equipaggiata di due droni Schiebel CAMCOPTER S-100, due gommoni di soccorso ad alta velocità e una infermeria adeguatamente attrezzata per prestare soccorso e assistenza medica.

“Non si e’ mai pronti alla vista di 369 persone stipate in un piccolo peschereccio di fortuna” ha detto Christopher Catrambone, co-fondatore di MOAS insieme alla moglie Regina. “Le persone che abbiamo salvato ieri pomeriggio erano talmente ammucchiate che facevano fatica a muoversi, non riuscivano nemmeno ad allungare le gambe. Condizioni che hanno reso l’operazione di soccorso molto difficile” ha continuato Catrambone.

Una volta portati a bordo della Phoenix, i migranti sono stati assistiti dal team di Medici Senza Frontiere. Tutte le persone sono in condizioni stabili, hanno ricevuto cibo, acqua e tutto l’occorrente necessario.

Il team medico di MSF a bordo della Phoenix è composto da due medici e un’infermiera con competenze e attrezzature necessarie per il trattamento di un’ampia gamma di condizioni mediche: ustioni, disidratazione, rianimazione nonché malattie croniche quali il diabete, condizioni cadiovascolari, assistenza ostetrica.

“Ieri abbiamo salvato 369 persone e collaborato al salvataggio di altre 104” ha detto Will Turner, coordinatore emergenze di MSF. “La nave e’ completamente piena. La notte scorsa, quando gli uomini, le donne e bambini che abbiamo recuperato si sono sdraiati per dormire, non c’era neanche un centimetro libero. Le proporzioni di questa crisi umanitaria sono strazianti, vorrei che fossimo in grado di fare ancora di più” ha detto Turner.

La Phoenix, con a bordo i 369 migranti, sta facendo rotta verso Pozzallo, dove un team di MSF sta dando assistenza medica e psicologica agli oltre 800 sopravvissuti sbarcati durante il fine settimana.

La missione di MOAS in partnership con MSF durerà sei mesi, sebbene la ONG con base a Malta stia ancora portando avanti la campagna di raccolta fondi per rendere sostenibile l’operazione nel Mediterraneo fino ad ottobre.

Si teme che il 2015 sarà l’anno record di morti nel Mediterraneo. Finora, si stima che oltre 1750 persone siano annegate durante la traversata dal nord Africa verso l’Europa, mentre le vittime nello stesso periodo del 2014 sono state 96. MSF e MOAS stanno attualmente portando avanti una missione di ricerca, soccorso e assistenza medica a bordo della MY Phoenix

Per maggiori informazioni

MOAS              Maria Teresa Sette [email protected] +35679849591

MSF                   Caitlin Ryan [email protected] +356997174 26