Immagina di non aver mai visto il mare

Molte delle persone che soccorriamo in mare ci dicono di non aver mai visto il mare.

“Immagina di non aver mai visto il mare” è quello che mi disse Nestor, un mio amico del Togo, in seguito alla sua reazione di fronte alla prima nevicata della sua vita.

Nestor aveva 26 anni, era venuto in Europa per iscriversi all’università, e quando la prima neve cominciò a cadere quell’inverno, lui passò l’intera giornata fuori, al freddo, a giocarci e guardarla cadere.

Mi ricordo che era felicissimo, sembrava estasiato. Un fenomeno naturale così bello, di cui conosceva da sempre l’esistenza, ma che non aveva ancora mai visto in vita sua. Io lo prendevo in giro per quella sua reazione, e lui mi rispose così: “immagina di non aver mai visto il mare: come reagiresti la prima volta che vai su una spiaggia e guardi all’orizzonte?”

© Mathieu Willcocks/MOAS.eu 2016, all rights reserved.

Io il mare l’avevo ovviamente già visto, e allora mi sforzai di pensare a qualcos’altro di paragonabile al mare. Mi venne in mente il deserto, e provai ad immaginare la mia reazione di fronte a quell’immane distesa di sabbia per la prima volta in vita mia; e mi venne improvvisamente voglia di andare a vederlo e di attraversarlo, per scoprire davvero quale sarebbe stata la mia reazione.

È passato qualche anno, e per una ragione o per l’altra il deserto non sono ancora riuscito a vederlo, anche se continuo a desiderare di farlo. Tuttavia, questa storia mi torna alla mente ogni volta che una delle persone che soccorriamo, finalmente salva a bordo di una delle navi MOAS, scaccia definitivamente la paura, e ci dice con emozione di vedere il mare per la prima volta in vita sua.

Così, improvvisamente, la paura lascia spazio ad un sorriso, ed alla sincera ammirazione per una cosa così bella, eppure a volte così terribile.

© Mathieu Willcocks/MOAS.eu 2016, all rights reserved.

Questi uomini, donne e bambini che ogni giorno come disperati tentano di attraversare il mare in condizioni di estrema precarietà, sono disposti a tutto pur di ottenere quello che vogliono. Scappano da guerre, sofferenza e povertà nei loro paesi; sanno solo di voler raggiungere un futuro migliore e, per farlo, sono disposti a stiparsi in barconi fatiscenti per attraversare un mare di cui certo hanno sentito parlare, ma che non hanno mai visto prima.

Posso solo immaginare come dev’essere, vedere quest’immensa massa d’acqua per la prima volta nella vita, e allo stesso tempo sapere di doverla attraversare su quelle barche. Cerco di immedesimarmi in queste persone, pensando di vedere per la prima volta il deserto, e sapere di doverlo attraversare. Però per quanto io provi a sforzarmi, non riesco a immaginare il terrore che devono provare, e l’incosciente determinazione che li spinge a farlo.

Posso solo immaginare come dev’essere.