TRE ANNI DI ATTIVITÀ MOAS RACCONTATI CON LE IMMAGINI

Il mese di Agosto segna il terzo anniversario dal lancio delle operazioni MOAS. Dall’inizio della nostra missione, abbiamo ospitato dei fotografi a bordo delle navi MOAS per testimoniare la crisi umanitaria in corso nel Mediterraneo. Di seguito abbiamo ripreso alcune delle immagini più significative tra quelle scattate in mare.

Maggio 2017: alcune persone cercano disperatamente di raggiungere una nave MOAS dopo essere state catapultate in acqua dalla loro imbarcazione semi-capovolta. Sullo sfondo è visibile il barcone di legno con centinaia di persone ancora a bordo.

Maggio 2017: Un uomo ed un ragazzo che si trovavano sullo stesso barcone di legno annaspano dopo che centinaia di persone sono cadute in mare.

Giugno 2017: Dopo essere caduti lateralmente a un gommone stracarico con 124 persone a bordo, alcuni uomini cercano disperatamente di raggiungere la nave MOAS. In questa circostanza l’equipaggio è riuscito a raggiungere tutti e non ci sono state vittime.

Giugno 2016: Uomini stipati nella stiva di un barcone di legno con a bordo 331 persone. Avendo meno imbarcazioni a disposizione, i trafficanti mettono a repentaglio la vita delle persone imbarcandone il più possibile nella stiva per massimizzare i profitti.

Settembre 2016: una madre tiene in braccio il figlio su una delle lance di salvataggio del MOAS e ringrazia dopo essere stata salvata da un gommone sovraffollato.

Maggio 2017: Due membri dell’equipaggio MOAS esausti, Paul e Beppe, tentato di riprendere fiato dopo aver recuperato varie persone dal mare. Dopo aver salvato centinaia di persone, l’equipaggio è ritornato indietro per recuperare i cadaveri di chi non ce l’aveva fatta.

Giugno 2017: Una donna incinta con difficoltà respiratorie viene trasferita sulla Phoenix dalla nave Sea Watch 2. In seguito verrà trasferita su una nave della Guardia Costiera Italiana. ONG e autorità hanno lavorato insieme per salvare vite da quando le ONG impegnate in attività SAR sono presenti nel Mediterraneo.

Settembre 2016: Il “rescue swimmer” di MOAS, Darren, e il marinaio scelto Igor, trasferiscono dei bambini da un gommone sovraffollato partito dalla Libia circa 12 ore prima.

Marzo 2016: Un bambino viene trasferito sulla Responder dopo essere stato messo in salvo dal MOAS. Era fra i 63 Yazidi, di cui 34 bambini, salvati da un gommone che si trovava a due miglia a nord est dell’isola greca di Agathonisi, nell’Egeo.

Gennaio 2016: Un bambino viene trasferito sul ponte della nave MOAS Responder. Con lui viaggiavano altri 14 minori su una scialuppa di salvataggio riadattata che trasportava altre 55 persone.

Gennaio 2016: Dopo essere saltato in mare tentando di raggiungere ed allertare i membri del nostro equipaggio, un uomo proveniente dalla Siria si arrampica su una scaletta a lato della nave e arriva a bordo della Responder incoraggiato dall’equipaggio MOAS sul ponte.

Gennaio 2016: Dopo aver individuato un gommone quasi sgonfio fra le onde alte un metro e mezzo vicino l’isola di Agathonisi nell’Egeo, MOAS ha tratto in salvo tutte le 40 persone a bordo. Le condizioni dell’imbarcazione erano così precarie che, se non fosse stato avvistato in quel momento, tutti gli ospiti a bordo sarebbero finiti in acqua.

Giugno 2016: Pete, “rescue swimmer” del MOAS, tiene in braccio una bambina dopo averla salvata da una grande imbarcazione di legno. La bambina è stata subito portata a bordo della Responder con la madre e le altre 453 persone salvate da MOAS quel giorno.

Luglio 2016: Un bambino viene portato a bordo di una delle lance di salvataggio MOAS dopo essere stato salvato da un gommone con a bordo 108 persone nelle prime ore del mattino.

Settembre 2016: Un uomo cerca di trattenere un amico dopo che molte persone sono scivolate in acqua. Il gommone stracarico da cui venivano era quasi sgonfio e c’erano delle perdite di carburante. In molti sono annegati quel giorno, mentre altri hanno riportato gravi ustioni da carburante.

Luglio 2016: Dopo aver recuperato molte persone dal mare, il “rescue swimmer” di MOAS Joey riceve un applauso di gratitudine e risponde a tono.

Settembre 2016: Donne cantano e battono le mani mentre navigano verso l’Italia dopo essere state tratte in salvo dal MOAS da un gommone in condizioni precarie.

Luglio 2016: Alcuni bambini provenienti dal Sudan si mettono in posa mentre aspettano di essere trasferiti su un’altra imbarcazione dopo essere stati tratti in salvo dal MOAS.

Settembre 2016: Fratello e sorella di origine nigeriana si riposano sul ponte inferiore dell’imbarcazione MOAS Phoenix dopo essere stati recuperati da un gommone.

Maggio 2015: Un giovane eritreo canta e batte le mani con altri eritrei a bordo della Phoenix. Ha viaggiato da solo ed è stato aiutato dalla donna eritrea ritratta in foto. Ha continuato gli studi in Svizzera.

Settembre 2016: un uomo libico che ha assistito alle atrocità commesse contro la sua famiglia piange quando finalmente arriva in Italia.

Agosto 2016: un ragazzino libico di 10 anni in viaggio da solo col fratello maggiore viene affidato alle autorità nel porto di Catania

Settembre 2016: un ragazzo in fila col padre aspetta di essere identificato dalle autorità italiane. In viaggio con lui c’era anche la sorella che è drammaticamente annegata quando varie persone sono cadute in mare scivolando dal gommone.

Gennaio 2016: Mimmo, un membro dell’equipaggio MOAS, saluta due bambini che ha aiutato a portare in salvo da una imbarcazione che trasportava 55 persone nell’Egeo.

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