In visita alla MOAS Aid Station

Il team operativo MOAS è giunto in Bangladesh il 3 Settembre e siamo state fra le prime organizzazioni a reagire all’arrivo di centinaia di migliaia di rifugiati Rohingya che dal Myanmar erano in fuga da violenze e persecuzioni nello Stato di Rakhine.

La risposta concepita dal team MOAS si basa sulla creazione di ospedali da campo detti ‘Aid Stations’ in cui sia i rifugiati Rohingya sia la comunità bengalese del luogo possono ricevere assistenza medica primaria e secondaria. La prima Aid Station è stata inaugurata il 14 Ottobre nel villaggio di pescatori di Shamlapur, mentre la seconda, vicino al campo di Unchiprang, è stata aperta meno di un mese dopo. Le Aid Station possono visitare fino a 300 pazienti al giorno e offrono servizi che spaziano dal triage medico alla farmacia.

Di seguito vi raccontiamo la creazione della Aid Station e spieghiamo i servizi che forniscono.

Ogni Aid Station può contare su un team di medici, farmacisti, mediatori culturali e personale addetto alla logistica. Il modello di base del MOAS in ogni Aid Station include un responsabile medico con esperienza sul campo e una specializzazione in traumi e logistica medica oltre a quattro dottoresse, quattro dottori, sei infermieri/assistenti medici, un’ostetrica, quattro farmacisti, quattro mediatori culturali e due addetti alla sicurezza/logistica.

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La Aid Station conta quattro macro-aree con varie funzioni all’interno della clinica: sala d’attesa, Tenda 1, Tenda 2 e farmacia.

Una salta d’attesa al chiuso dotata di sedie, acqua potabile e aerazione permette ai pazienti di attendere il proprio turno e, in caso di elevata affluenza, consente una prima valutazione per il triage e una veloce classificazione gestita da un infermiere. Se le condizioni del paziente sono ritenute urgenti, viene contrassegnato col codice rosso e portato subito alla Tenda 1 per farsi visitare da un dottore. Ai pazienti con codici giallo e verde viene assegnato un numero (in base all’arrivo e alla gravità della situazione) e vengono fatti accomodare nella sala d’attesa.

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Nella Tenda 1, i pazienti vengono visitati da un dottore che fa un’anamnesi e valuta i sintomi riportati. Da qui i pazienti possono essere rimandati ad uno dei servizi forniti da MOAS.

Se non sono necessari altri servizi, possono essere rimandati alla farmacia del MOAS dove gratuitamente ricevono cure e medicine. I dottori distribuiscono medicine per un numero limitato di giorni e informano i pazienti di ritornare per facilitare un regolare monitoraggio da parte dei nostri medici.

Se un dottore ritiene necessarie ulteriori cure, il paziente viene mandato alla Tenda 2 dove ci sono una corsia adibita alla fleboclisi, alla terapia endovenosa VI e al monitoraggio, un reparto maternità dove si può essere visitate da un’ostetrica e una sala di chirurgia dove il nostro chirurgo può fare condurre piccoli interventi chirurgici e terapie per i traumi in-house.

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Se le condizioni del paziente sono ritenute urgenti o peggiorano, la nostra ambulanza MOAS è pronta a trasferirlo all’ospedale locale con cui collaboriamo. In caso di malnutrizione, di cui purtroppo si registrano parecchi casi, MOAS rimanda i pazienti a un servizio specialistico disponibile in questa regione, mentre se si sospettano malattie trasmissibili, si informano le agenzie sanitarie centralizzate e il chirurgo specializzato in monitoraggio e informazione epidemiologica.

Oltre a questi servizi medici, le MOAS Aid Station sono anche un luogo di raccoglimento e meditazione. C’è una stanza per la preghiera all’interno e strutture igieniche per i pazienti. Molti bambini vengono alla Aid Station e possono aspettare all’ombra, bere acqua potabile e attendere l’inizio della scuola.

L’obiettivo del MOAS è diventare più di un semplice ospedale da campo, ma essere uno spazio unico all’interno della comunità in cui sia i Bengalesi sia i Rohingya possano essere ascoltati, sostenuti, curati ed eventualmente rimandati ad altri servizi. MOAS, seguendo questo modello, spera di aprire altre due Aid Station nei prossimi mesi oltre ad una struttura onnicomprensiva con una capacità operativa quattro volte maggiore e che sorgerà strategicamente dove la densità di rifugiati è più alta.

Di seguito vi portiamo in giro nella nostra Aid Station di Shamlapur:

Se vuoi aiutare MOAS a raggiungere questi obiettivi, fai una donazione a https://www.moas.eu/it/donate/  o diventa un attivista per il fundraising su www.moasfundraising.com. Fai conoscere il nostro lavoro condividendo le nostre storie sui social media e iscriviti alla nostra newsletter per ricevere sempre gli aggiornamenti.